Terrorismo. Giorgia Meloni propone un reato che già è previsto dalla legge

“Fratelli d’Italia depositerà una proposta di legge per introdurre in Italia il reato di ‘integralismo islamico’. Vorremmo fosse chiaro che qui da noi si finisce in galera se si predica odio, se si finanzia chi predica odio, se si giustificano o si promuovono atti di terrorismo. Vogliamo da una parte difendere tutte le identità e la libertà religiosa ma prima ancora vogliamo difendere la sicurezza dei cittadini”. Con questa proposta Giorgia Meloni lancia sulla scena politica italiana una proposta di legge già formulata da tempo da Matteo Salvini e che è già dalla legge italiana prevista.

Il nostro codice penale già prevede il reato di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale (artt. 270 bis e 270 sexies c.p.). Per lungo tempo , a far data dal D.L. 625 del 15.12.1979 convertito in legge 6.2.1980 n. 15 il reato di cui all’art. 270 bis c.p. ha avuto una configurazione radicalmente diversa dall’attuale.

Nata per fronteggiare il terrorismo interno degli “anni di piombo” italiani, caratterizzati dall’esistenza di organizzazioni clandestine che ideologicamente facevano uso della violenza con la specifica dichiarata finalità di eversione dell’ordinamento costituzionale della Repubblica, la norma richiedeva appunto che l’associazione mirasse in modo diretto ed immediato all’eversione dell’ordine democratico italiano e si era fuori del suo possibile ambito di applicazione se la finalità di terrorismo e di eversione dell’associazione non riguardava direttamente l’ordinamento costituzionale interno.

Un reato quindi tutt’ora valido perché, anche se cambiano le contingenze momentanee, la legge in quanto tale supera qualsiasi concezione temporale, salvo ovviamente abrogazione. Una bella trovata pubblicitaria anche se la prossima volta basterebbe chiedere che la legge venisse applicata senza tanti problemi.