A Verona i profughi lavorano gratis nel socialmente utile

«Profughi al lavoro, gratuitamente, all’ex-Arsenale di Verona, per sdebitarsi nei confronti della comunità che li ospita. Giardini puliti, mamme contente, convivenza decisamente migliore. #SiamoabituatiaFARE!». Questo il post pubblicato su Facebook dal Sindaco di Verona Flavio Tosi il 29 luglio, mostrando ai cittadini che lo seguono la sua nuova iniziativa di gestione dei profughi, una soluzione per cercare di mantenere la serenità nella comunità veronese senza che si sfoci in situazioni di protesta e scontri sociali come a Treviso o a Roma.

In realtà quest’iniziativa non è stata partorita dalla mente del Primo Cittadino di Verona: la proposta venne infatti avanzata dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano a inizio maggio, che con una circolare invitava tutti i Comuni italiani a far lavorare gratis i migranti «invece di farli stare lì a non far nulla». Una proposta che suscitò non poche critiche da parte delle opposizioni, soprattutto provenienti dal leader della Lega Nord Matteo Salvini, il quale replicava che «Alfano sarebbe pagato per impedire che sbarchino, non per sfruttarli!», rincarando la dose aggiungendo: «Da scafista a schiavista».

E fu proprio in tale occasione che l’ex-compagno di partito di Salvini, Flavio Tosi, venne in difesa del leader del Nuovo Centrodestra, affermando che «chiedere ai profughi disdebitarsi con chi li ospita» è l’unica soluzione attuabile in questo momento per la buona gestione dei migranti e per aiutarli nell’integrazione nella comunità.

Del resto il Sindaco di Verona non aveva molta scelta: in ogni caso doveva accogliere e mantenere i profughi coi fondi provenienti dall’Unione Europea, come imposto dal governo centrale, perciò Flavio Tosi poteva decidere se alimentare una guerra contro Roma coinvolgendo pure i cittadini – come successo altrove – oppure se cercare un compromesso e applicare la soluzione più rapida e concreta per il quieto vivere della città evitando di destabilizzare la tranquillità della comunità. Si può dire che l’ex-esponente della Lega ha preso il toro per le corna e agito nell’interesse della sua città.

La proposta di Alfano attuata da Tosi ha le sue ragioni: per un percorso di integrazione ci vuole tempo, quindi è giusto iniziare i profughi alla comunità, insegnando loro passo dopo passo come comportarsi nella nuova società in cui sono stati inseriti. E perché no nel socialmente utile? Serve certamente un monitoraggio da parte delle istituzioni che li aiuti a comprendere, capire e interagire con questo nuovo mondo. Tuttavia è anche opportuno che tale sostegno non duri per sempre, ma solamente finché l’integrazione non è completata, altrimenti è facile passare dal semplice aiuto all’assistenzialismo o addirittura ad una nuova forma di schiavismo, poiché una volta integrati nella nuova comunità ospitante i migranti devono avere gli stessi diritti e doveri di tutti i cittadini, ossia cercarsi un lavoro pagato e una propria dimora in cui vivere autonomamente ed in libertà, e non a vita sulle spalle degli altri sdebitandosi con lavori socialmente utili non retribuiti per sempre.

Quindi ben venga la proposta ideata dal Ministro Alfano e applicata a Verona dal Sindaco Tosi, purché appunto sia temporanea, altrimenti avranno tutte le ragioni di protestare le opposizioni, e soprattutto Matteo Salvini: una soluzione del genere dev’essere solo un accompagnamento iniziale finché necessario, dopodiché i profughi devono imparare a camminare con le proprie gambe, nel rispetto sia della loro dignità sia del resto della comunità.

di Giuseppe Comper

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