Il discorso di Sergio Mattarella

Numerosi gli argomenti trattati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel consueto messaggio alla Nazione al termine dell’anno.

L’inizio è stato dal Presidente riservato alle vittime del terrorismo, Valeria Solesin morta durante l’attacco terroristico al Bataclan di Parigi, le vittime di Nizza ed anche  a Patrizia Di Lorenzo morta recentemente a Berlino.

Interessante in tal senso il riferimento di Mattarella anche a Giulio Regeni che mostra come la morte del giovane ragazzo ricercatore non sia considerata “archiviata” da parte del nostro Paese e richieda ulteriori spiegazioni che l’Egitto invece non intende fornire.

Non poteva poi mancare il riferimento al terremoto che in quest’anno ha generato vittime e distruzione nel centro Italia.

Li, per il Presidente della Repubblica, oltre a manifestarsi la forte solidarietà di tutto il Paese, spinge le istituzioni ad adoperarsi affinche avvenga una piena ricostruzione dei luoghi terremotati.

Nel discorso Presidenziale non poteva mancare il riferimento al terrorismo e sopratutto all’azione efficace delle forze dell’ordine nel contrastarlo con la loro massima competenza e serietà.

Mattarella ha anche evidenziato come vi sia nell’odio e nella violenza politica, che trovano nel web un importante cassa di risonanza, i germi per una disgregazione sociale del Paese che “deve essere impedita specialmente da chi ha responsabilità istituzionali”.

Un capitolo poi molto articolato è stato dal Presidente della Repubblica dedicato ai giovani ai quali viene privata la propria dignità a motivo di carenza di lavoro e quindi di una certezza per il proprio futuro personale e sociale.

In tal senso, per Mattarella, il giovane dovrebbe abbandonare il Paese non perchè costretto dalla mancanza di opportunità lavorative, ma di sua libera volontà per accrescere la propria formazione intellettuale e lavorativa.

Poi,un grave monito, il Presidente l’ha voluto riservare alla piaga italica della corruzione e dell’evasione fiscale, le quali “vanno contrastate con determinazione”.

Infatti oggi le istituzioni devono essere maggiormente abitate dai cittadini per essere fonte di costruzione di una maggiore coesione sociale: qui Mattarella ha voluto commentare il Referendum ed il motivo della nascita del governo Gentiloni.

Riguardo al voto referendario, per l’inquilino del Quirinale, “l’alta affluenza è stata segno di maturità democratica”, mentre sulla nascita del governo e al non scioglimento delle Camere, il motivo è stato circa l’impossibilita del formarsi di un governo stabile a causa delle due diversissime leggi elettorali presenti per il Senato  e la Camera dei Deputati.

Qui Mattarella è stato molto attento a non dilungarsi troppo in un’analisi sul governo attuale, ancora forse troppo fragile, mentre poi il discorso è continuato sull’Europa come “non prodotto di trattati ma di attiva costruzione di un luogo di Pace e di sviluppo comune”

Ad essa Mattarella chiede che non rimanga inerte davanti al dramma dei profughi ed intervenga avviando una concreta solidarietà verso i richiedenti asilo politico ed una umanità nell’attuare l’espulsione di chi non ha tali requisiti.

Infine il Presidente della Repubblica, nel congedarsi con gli italiani, ha voluto mostrare un disegno di una scuola ricostruita, donantogli da alcuni bambini delle zone terremotate del centro Italia, indicando come la vera sfida in questo nuovo anno sia ridonare speranza a tutto il Paese.

Carlo Maria Veronesi