Azione Nazionale: “il rilancio di una destra che riparte dal basso”

Si era preannunciata una giornata splendida ieri nella capitale, e così è stato. Tra un clima di festa e novità, il ritrovo per l’ufficializzazione di Azione Nazionale si è tenuto per le 10 dinnanzi al Teatro Quirino, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, tra aria di rinnovamento e curiosità nella destra nazionale, in vista del “lancio ufficiale “ del movimento politico sorto da poco per mano di Gianni Alemanno e non solo.

«Ridare unità, autonomia e forza alla Destra nazionale e popolare, riunendola in un Movimento che sia determinante per costruire nel centrodestra un’opposizione vincente a Matteo Renzi»

Con questo obiettivo si apre ufficialmente la manifestazione di Azione Nazionale, movimento nato dalla mozione dei “Quarantenni” avvenuta all’ultima assemblea di Alleanza Nazionale e che ha visto la partecipazione di almeno 1000 persone nel teatro gremito di gente, con figure importanti in platea quali Francesco Storace ex An. Nonostante il clima di “coprifuoco” degli ultimi giorni, l’affluenza fin dalle prime ore del mattino è buona e la platea del capiente teatro Quirino si veste a festa con bandierine del tricolore italiano.

12289592_437280006482482_4257668865532102317_nIl tricolore italiano si affaccia e sovrasta ogni cosa nel ricordo ai Marò e la manifestazione inizia con in sottofondo l’inno nazionale, seguito subito dopo da quello francese nel ricordo degli attentati parigini. A fare gli “onori di casa” sono Mario Ciampi e Marco Cerreto (del Consiglio Direttivo Azione Nazionale), i quali illustrano i temi principali di discussione. Lotta all’ ISIS, stop al TTIP e tutela del “Made in Italy”, unità d’Italia da Nord e Sud, riforme per il lavoro e diritti dei lavoratori, sono solo alcuni dei temi “clou”, senza dimenticare tuttavia la famiglia, il tema sulla sicurezza e i tagli alla sanità e all’istruzione.

In tutto ciò non manca certo il Trentino Alto Adige, in grado di mettersi in mostra grazie
ad un membro dei “quarantenni” all’interno del direttivo del movimento e a Raimondo Frau, responsabile editoriale del Secolo Trentino, che non perde l’occasione per retwittare ogni momento della manifestazione dalla platea. Anche Alessandro Urzi (consigliere regionale Trentino Alto Adige), fa sentire la sua presenza, infuocando ripetutamente la platea al momento del suo intervento sul palco in merito a temi quali l’unità d’Italia e le riforme che vedono la politica impegnarsi oggi, nel tentativo di far crescere simultaneamente Nord e Sud con politiche di valorizzazione e investimento.

Ed è proprio discutendo di territorio e di italianità che viene “riesumato” il ricordo di Fabrizio Quattrocchi, definito “esempio insuperabile di orgoglio nazionale”, tra applausi e commozione generale da parte del numeroso pubblico. Originario di Catania e guardia di sicurezza privata, il 14 Aprile del 2004 fu rapito e ucciso in Iraq, dove lavorava per una compagnia privata. Ricevette in seguito una medaglia d’oro al valore civile e alla memoria.

Nasce da qui il confronto tra Alessandro Urzi e Andrea Santoro, consigliere comunale diCattura Napoli, i quali delineano nei loro interventi proprio l’importanza del concetto di italianità, oltre che i tratti in comune tra Nord e Sud, in quello spirito di equità e uguaglianza. Proprio Urzi dichiara più volte di sentirsi “commosso quando si tratta di Nord e Sud”, “alla faccia dell’Italietta che altri sperano e paradossalmente, seppur venendo da una regione come il Trentino in cui proprio l’italianità è in minoranza, non siamo, poiché esiste un’unica Italia comune”, e continua rinnovando “l’esigenza di ritrovare quel senso dello Stato e dell’orgoglio andato perduto, sostenendo uno Stato che sappia finalmente imporsi senza tuttavia dimenticare di ridare un ruolo a quella destra ormai “fantasma” sullo scenario politico italiano”. A cogliere la palla al balzo è poi Santoro, il quale ribatte annunciando una serie di punti “guida”, per ripartire proprio dalla complementarietà dei territori e ribadendo la necessità del “superamento” di quella “pagina buia del momento politico italiano che oggi, ci vede governati da un governo non eletto”.

E’ a questo punto che sorge spontanea la domanda: “Quanto si sente il bisogno di destra riformatrice?” Soprattutto di quella destra in grado di riportare unità ad un paese che per anni ha visto quella stessa destra schierarsi senza timore contro la tradizione e l’italianità, in quell’antagonismo tra Nord e Sud? Ecco che la questione meridionale assume quindi una rilevanza importante al giorno d’oggi, poiché è necessario riportare, continua Santoro, “imprenditori e non prenditori”. Il confronto, scaturito e rinnovato da una classe dirigente essenzialmente giovane, – e qua Urzi e Santoro ne incarnano lo spirito – tiene incollata la platea per buona parte della manifestazione, tra applausi e riflessioni.

Foad AodiGli interventi rinnovati su tutti gli altri temi quali la sicurezza, l’istruzione, la famiglia, la lotta all’ISIS con l’intervento di numerosi esponenti (tra questi Foad Aodi, presidente delle comunità arabe in Italia), dimostrano che Azione Nazionale è in grado di partire dal basso e dal territorio, aprendosi al dialogo e al confronto. Prerogativa essenziale per ricostruire un concetto di destra andato perduto nel tempo, a suon di tradizione e italianità.

di Giuseppe Papalia.

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