Santanchè: “Il centrodestra ha un problema di comunicazione politica”

Oggi i partiti non sono più nel cuore della gente. Contano i leader, si vince in squadra. Oggi il centrodestra ha un problema di comunicazione politica”: così Daniela Santanchè è intervenuta in veste di ospite alla tavola rotonda “Leadership e strategie di comunicazione politica”, tenutasi in occasione del Festival Professione Giornalista a Bologna.

L’esponente di Forza Italia ha poi continuato:”Dovremmo mettere al centro il centrodestra, vederci come un solo uomo e non come tanti partiti”. In tempi di campagna elettorale nulla è più efficace della comunicazione, troppo spesso ridotta a mera propaganda. Lo sa bene Silvio Berlusconi, per il quale è stato vincente “essere l’uomo al comando” negli anni ‘90. Oggi, come ricorda la Santanchè, le cose sono molto cambiate e “la strategia del primo della classe”, ovvero del leader che si erge a rappresentante per trainare il gruppo, è stata fatale per Renzi. Nell’era ribattezzata “del berlusconismo”, il leader di Forza Italia ha cambiato il mezzo preposto alla comunicazione; una comunicazione fatta non più solo di parole, ma di immagini, come nell’ultima campagna elettorale, quando Berlusconi ha estratto un fazzoletto per pulire la sedia di Travaglio.

La Santanchè ha quindi parlato delle differenze tra televisione e web nella comunicazione politica: la tv non smette di essere centrale, ma stare in tv non è per tutti. Ci vuole empatia e rispetto dei tempi televisivi. Non può esserci sostituzione della tv con la rete, perché i target di riferimento sono diversi e la politica necessita di entrambi i media per arrivare ad un maggior pubblico possibile. Poi l’attacco ai leoni da tastiera:”L’odio in rete costa poco, non ha nome né volto. Sono come tante lettere anonime”.

Idee chiare, e non troppo clementi, anche sul Presidente del Consiglio:”Oggi in comunicazione vince l’uomo grigio, come Gentiloni, uno che nessuno avrebbe immaginato potesse diventare presidente del Consiglio. Devi essere insignificante. Dopo l’abbuffata di Renzi, oggi gli italiani sembrano chiedere un uomo grigio, che non susciti amore né odio. Gli italiani vogliono un uomo che susciti indifferenza”. L’esponente di FI ha criticato anche le ultime primarie del M5S per la ridotta affluenza:”30.000 voti sono una buffonata. C’è un eccesso di democrazia che si traduce nell’immobilismo figlio della rete”.

Nel convegno è emerso che intervenire a trasmissioni politiche non aumenta il consenso, a differenza di quelle di intrattenimento, in cui è possibile intercettare target diversi e, soprattutto, ancora indecisi, bisognosi di informazioni:”L’audience di un talk politico è come un gruppo di ultras: non è obiettivo, ma è guidato dal credo e dal cuore”. La Santanchè si è detta “molto poco fiduciosa” nei confronti della nuova legge elettorale perché “conosce bene le regole del Parlamento”. Poi una certezza:”Le prossime elezioni le vinciamo noi“.

di Antonella Gioia