Euro: un’opinione o una strategia per Beppe Grillo?

Le dichiarazione di Beppe Grillo sulla questione Euro sono molte e molto variegate, come su altri argomenti d’altronde. Dal 2013 ad oggi l’unica costante è la volontà del Referendum popolare consultivo.
L’8 giugno 2015 furono consegnate al Parlamento 200.000 firme per l’attivazione di una proposta legge, Grillo si era esposto affermando l’immediatezza con cui l’argomento sarebbe stato elaborato arrivando a dare un range di due mesi (tra dicembre 2015 e gennaio 2016) nel quale si sarebbe svolto il referendum. Ad oggi, 21 Dicembre 2017, la proposta non è ancora stata presa in considerazione dal Parlamento.
Ci sono svariati esempi di come i maggiori leader del Movimento 5 stelle sia negli anni, sia nelle svariate dichiarazioni alla stampa, si contraddicano o cerchino di ammorbidire le posizioni prese in precedenza. Un esempio ci viene direttamente da un ex intellettuale del M5s, Paolo Becchi, il quale ha pubblicato un immagine su Twitter dove evidenzia le varie contraddizioni.

Il M5s nel suo programma, consultabile sul loro sito/sede (www.movimento5stelle.it) nella sezione Esteri (#ProgrammaEsteri) troviamo come secondo obbiettivo “Un’Europa senza austerità” del Prof. Gennaro Zezza. In questa dichiarazione vengono messe alla luce anche le problematiche in cui si potrebbe incorrere con una possibile uscita dall’Euro: Ma l’uscita unilaterale dall’euro comporta una rottura di trattati, comporta una manovra di tipo aggressivo nei confronti dei nostri partner . Ma è molto chiara la loro volontà nel Punto programmatico del Programma: Il MoVimento 5 Stelle si farà promotore di una possibile alternativa, ovvero un’alleanza con i Paesi dell’Europa del sud in grado di dialogare con tutto il cosiddetto “Mediterraneo allargato” per superare definitivamente le politiche di austerità e rigore legate alla moneta unica, facendo fronte comune, in ambito negoziale, per ottenere una profonda riforma anche dell’Unione Europea. Ed è su ciò che il movimento chiede di votare ai propri iscritti.

Essendo un movimento, e non un Partito, non troviamo un ideologia univoca, i vertici cercano di dare la possibilità ai propri iscritti di “dire la loro”, questo ovviamente provoca alcuni problemi quando la situazione richiede un fronte unito. Il loro sistema di consultazione diretta il “Sistema Operativo Rousseau” si basa sull’idea rousseauniana dello Stato Democratico, della libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Ciò, lo possiamo prendere come una giustificazione ai cambi di bandiera del Leader, presupponendo che Grillo sia solo un portavoce della volontà del suo seguito. Pensando, invece, Beppe Grillo come una persona pensante con i propri obbiettivi le domande fioccano.

Ormai è dal 2005 che assistiamo alle campagne mediatiche/politiche di Grillo, fin dai suoi Reportage di esordio sul sito www.beppegrillo.it in cui si proponeva come paladino dell’ambiente e della trasparenza politica. È un personaggio dai mille volti, ha sfruttato il sistema statale come trampolino di lancio della sua carriera di comico per poi spostarsi a quella politica.
Dalla stipulazione della “Carta di Firenze” (2009), dove i principi erano soprattutto ambientali e di sviluppo cittadino, passando dalla candidatura rigettata a segretario del PD (luglio 2009) per arrivare a leader di un Movimento nazionale, promotore di una democrazia diretta on-line.

Come mai un personaggio nazionale così in vista dovrebbe cambiare opinione platealmente ogni qual volta gli fa comodo? Strategia? Sottomissione al movimento?

Beppe Grillo non è l’unico che sull’euro ha qualche ripensamento, anche Matteo Salvni in questo periodo sta dando voce alla sua nuova opinione. Da un appoggio secco all’uscita dell’euro ora afferma la necessità di preparare la nazione se la Germania decidesse di “aver guadagnato abbastanza”.

Possiamo porci le medesime domande: strategia per guadagnare più voti? Pressioni dall’alto? Paura di fallire come il Front National?

[photocredit:Facebook]

di Beatrice Debiasi