GOVERNO, ITALIA UNICA: PATTO E’ ENNESIMA PRESA IN GIRO

“Si cominciò con i 100 giorni del #cambiaverso, poi vennero i mille giorni del #passodopopasso e adesso, dopo aver visto naufragare cronologia e contenuti della riforma ogni mese, eccoci a un nuovo azzeramento temporale e al “Patto” da 50 miliardi di tagli di tasse in cinque anni, andando addirittura ben oltre il termine della legislatura. Di fronte a tanta presa in giro non si può rimanere in silenzio. La soluzione per ridare slancio al Paese e fare in modo che non resti in fondo al convoglio europeo è semplice e si chiama “basta sprechi”. Significa lottare davvero contro l’evasione, falciare le partecipate pubbliche, privatizzare bene e non ciò che è funzionale al potere. Non a caso, Renzi, ha parlato di “Patto con gli italiani”, evocando quel “contratto” berlusconiano che tanta ironia aveva sollevato a sinistra dopo la firma nel salotto di Bruno Vespa. Il premier guarda all’elettorato di centrodestra con malcelato interesse, proprio perché vede il consenso sfaldarsi e crescere l’interesse verso i populismi di Grillo e Salvini. Cosa di meglio che strizzare l’occhio all’elettorato moderato, magari sperando di incrociare anche qualche disilluso o sfiduciato nell’esercito crescente del non voto? Per questo il “Patto” non è una gaffe, ma una precisa scelta, ennesimo camaleontismo di questo premier, indifferente ormai alle dinamiche interne del Pd perché gli resta scolpito in testa l’idea di costruirsene uno tutto a proprio uso e consumo, quel partito della Nazione che va da Gennaro Migliore ad Angelino Alfano senza il minimo imbarazzo”.

Lo ha affermato “Italia Unica”, movimento lanciato il 23 febbraio 2014 da Corrado Passera e divenuto partito politico il 31 gennaio di quest’anno.

Il partito, che non riceve finanziamenti pubblici, si propone come alternativa a Renzi e ai movimenti populisti. Ispirandosi a valori quali competenza e onestà, intende creare una politica nuova, fondata su equità e trasparenza.

Trasparenza senz’altro dimostrata dal Presidente di “Italia Unica”, quando, dopo essere stato uno degli artefici della fusione per incorporazione del gruppo bancario Sanpaolo in Banca Intesa, sebbene non fosse obbligato a farlo, cedette tutte le sue azioni dell’istituto bancario a causa della nomina a Ministro dello sviluppo economico e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel governo Monti.

Passera, dopo aver rinunciato a presentarsi alle elezioni politiche con la coalizione “Con Monti per l’Italia” poiché deluso dai componenti di quest’ultima e dall’agenda programmatica, il 6 giugno si è candidato a sindaco di Milano per le elezioni che nel 2016  si svolgeranno nel capoluogo lombardo.

Con alle spalle una lunga e prestigiosa carriera, come imprenditore e manager di aziende di punta del settore privato e pubblico, Passera ha motivato il suo impegno in campo politico affermando:

“Perché non accetto l’idea che un Paese grande e bello come l’Italia si rassegni al declino rischiando di perdere benessere e diritti costruiti in tanti anni. […] Mi sento di garantire quella combinazione di onestà, coraggio, generosità, indipendenza e spirito di servizio che dovrà caratterizzare la nuova politica. Spirito di servizio significa ricordarsi sempre che gli obiettivi che ci proponiamo per il Paese sono più grandi e importanti di quelli di ciascuno di noi”.

Senza dubbio le dichiarazioni di Passera sono un’analisi piuttosto oggettiva della nuova mossa del premier, il quale preannuncia un calo delle tasse di 50 miliardi in 5 anni se le riforme andranno avanti; annuncio ad effetto, forse in vista delle elezioni, annuncio nel quale però non chiarisce tutti i dubbi riguardo la copertura di questi 50 miliardi.

Si tratta dunque di un patto con gli italiani in perfetto stile Berlusconi, ennesima promessa teatrale per cercare di arginare l’emorragia di voti che si sta verificando nei confronti di Renzi e del suo governo, magari rivolgendosi agli elettori di centrodestra in cerca di nuovi consensi, che però, viste le numerose critiche che arrivano da ogni parte, faticano ad arrivare.

 

Sara Consolino

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