GOVERNO: ITALIA UNICA SU PIL, REGIONALI E PIPPO CIVATI

“Non è certo con la “promozione” da 0,6 a 0,7% del rialzo del Pil 2015 diffuso questa mattina dall’ Istat che il governo può consolarsi e soprattutto consolarci. Le previsioni del Def, basate su una prolungata congiuntura favorevole di tassi, cambi e prezzo del petrolio, stanno purtroppo subendo in questi giorni le prime significative smentite. E certo non aiuta la situazione greca e soprattutto la necessità di applicare la sentenza della Consulta sull’adeguamento delle pensioni medie e alte bloccato nel 2012 per evitare il default dei conti pubblici. A Palazzo Chigi e in via XX Settembre il nervosismo è palpabile, con ministri, vice e sottosegretari che litigano e polemizzano anche in pubblico (come stanno facendo ad esempio Morando e Zanetti), dando forte l’impressione che l’esecutivo non sappia davvero che pesci prendere e rendendo vano quel ricorso al presunto “tesoretto” per fini nuovamente elettorali. Se non si mostra fermezza e lucidità nelle decisioni da prendere, non solo sarà difficile mantenere il rapporto del 3% deficit/pil che abbiamo sottoscritto con l’Europa, ma anche rassicurare i mercati che, dopo Atene, metterebbero subito nel mirino il nostro Paese”. E’ quanto dichiara in una sua nota Italia Unica, il partito fondato da Corrado Passera.

“Una autentica macedonia di liste, nomi e alleanze, una totale mancanza di progetti e proposte, l’assenza di chiarezza e di visione rischiano di trasformare le elezioni regionali in un autentico flop. La partecipazione alla politica – prosegue la nota – è stata messa a dura prova nel recente passato dagli schizofrenici comportamenti dei partiti ed evidentemente neppure il campanello d’allarme del voto (o meglio, del non-voto) in Emilia Romagna del novembre scorso ha fatto riflettere le varie segreterie. Se anche il 31 maggio due terzi degli aventi diritto non si recheranno alle urne, avremo la triste controprova che la diffidenza verso i partiti ha raggiunto ormai la granitica certezza della sfiducia. E certo non aiuta al coinvolgimento la scelta di riformare a colpi di maggioranza le regole democratiche, imponendo un Italicum che impedisce in pratica qualsiasi scelta autonoma da parte dell’elettore. Se a questo aggiungiamo che si vota per rinnovare Consigli e Giunte di enti che incontrano la totale disistima dei cittadini, il quadro è completo. Invece di superare il modello regionale con un vero riordino territoriale, si è preferito far finta di cancellare le Province. La non-risposta dei cittadini è in arrivo”.

“Con l’addio di Pippo Civati al Pd si strappa un’altra pagina non certo indimenticabile della recente storia del Pd, democratico ormai solo nel “marchio”. Chi dissente viene lentamente ma metodicamente isolato, fino a un’espulsione che il singolo esponente della minoranza può accettare di far finta di non vedere, adeguandosi o protestando sempre più flebilmente o, come in questo caso, lasciando una “casa” di cui non si riconoscono più non solo gli infissi, ma neppure le fondamenta. Quello che sta avvenendo nel Pd è una mutazione genetica indotta, utile al disegno renziano di un Partito della Nazione che vada da Gennaro Migliore a Sandro Bondi, inglobando non certo i valori o gli ideali, ma semplicemente i badge del voto parlamentare. E’ a progetti come questi che bisogna opporre un’alternativa questa sì che incarni valori evidenti e trasparenti: merito, etica e competenza, innervati in una cultura liberale, popolare e riformista che sono quelli della maggioranza degli italiani, di quei cittadini impauriti da urne nelle quali si infila ormai solo la propaganda. E’ questo il progetto di Italia Unica”, conclude la nota di Italia Unica.

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