Intervista a Carlo Giovanardi, il Senatore trasgressivo

Il Senatore Carlo Giovanardi è stato intervistato a Trento in occasione della protesta davanti al Palazzo di Giustizia di Sentinelle in Piedi.

Come si può commentare l’ordinanza della Corte d’Appello che ha consentito l’adozione di due gemelli da parte di due uomini (sondaggio qui)?

La decisione della Corte d’Appello ha calpestato la Costituzione Italiana, la Legislazione Italiana ed ha trasformato in legge l’atteggiamento di due delinquenti  – perché l’utero in affitto in Italia è illegale. I bambini non si possono acquistare come fossimo al mercato. Non bisogna dimenticare che vengono selezionati in base all’ordine dei committenti: acquistare un bambino varia dagli 80 ai 150 mila euro. Questo riporta alla schiavitù, alla più buia supremazia dei ricchi sui poveri. I tre magistrati si sono inventati una norma non presente nella nostra legislazione. Vogliono far passare come normale una realtà diversa, contraria alla legge e contraria alla volontà di coloro che si oppongono a ciò.

Si sta giungendo ad una disparità di diritti e doveri? Come difendere la famiglia?

La donna viene sfruttata. Dopo 9 mesi di parto non le si può strappare dal grembo il figlio perché è stato comprato: non è umano. Non mi dicano che ciò è fatto per beneficienza: nel Terzo Mondo lo fanno per disperazione, e nei Paesi più evoluti comunque per soldi, perché vogliono una fonte di guadagno. 

Un altro tema controverso quest’oggi è la droga, anche a causa del video rilasciato da Roberto Saviano a favore della legalizzazione della cannabis. C’è distinzione tra droghe leggere e non? Andrebbero legalizzate le prime?

La legalizzazione delle droghe leggere è un’invenzione demagogica. Le Nazioni Unite hanno stilato una tabella contenente tutte le droghe, tra le quali – nella stessa tabella – cocaina, eroina e cannabis. Non ci sono droghe leggere e droghe pesanti: sono sempre droghe. Tant’è che i principi attivi della cannabis forniscono danni uguali alle altre.

La droga è droga, per il semplice fatto che dà dipendenza. Poi non è vero che chiunque fuma spinelli dopo passi per forza a cocaina ed eronia; è vero però che tutti coloro che vanno nelle comunità, o che sono morti di overdose, sono partiti dalla cannabis.

Dal punto di vista soggettivo, io sto con Borsellino, con Gratteri e con gli altri che hanno dimostrato che legalizzare le droghe è il più grande regalo che si possa fare alla criminalità organizzata. Oggi è il 2-3 % della popolazione a fare uso di droghe: se si dovesse legalizzare, si arriverebbe molto probabilmente al 30 %, come il tabacco.

Le affermazioni di Roberto Saviano non stanno né in cielo né in terra. Arriva addirittura a dire che andrebbe concessa anche ai minorenni, quando non esiste Paese nel mondo che permetta di fornirla ad un minorenne. Scientificamente, è dimostrato che lo condurrebbe a danni irreversibili al cervello in fase di sviluppo.

Ne è un esempio ciò che è successo in Colorado: sono aumentati i ricoveri ospedalieri per patologie correlate all’uso di cannabis e sono aumentati i bambini tra 0 e 6 anni ricoverati per assunzione di droga – o perché figli di consumatori, o per ingerimento di cioccolatini alla cannabis o simili. Inoltre i cartelli messicani hanno avuto l’occasione di mettere in commercio dell’eroina purissima a prezzi stracciati.

Ma con tutte le cose belle della vita, perché un ragazzo deve farsi di cannabis? perché deve diventare schiavo? Se vicino al Liceo si costruisse una discarica, diventerebbero tutti matti: perché allora mettersi il pattume direttamente nel corpo?

C’è una battaglia civile, perché in Italia il consumo personale è depenalizzato. Viene perseguito lo spacciatore, ma non il consumatore. Quest’ultimo rischia al massimo il ritiro della patente. Sei mesi fa, almeno, è stata approvata la legge che prevede fino a 18 anni di carcere per coloro che guidano in seguito ad uno spinello e fanno un incidente. Ma bisognerebbe punire tanto l’uno quanto l’altro.

E nei confronti del tabacco come bisognerebbe porsi?

Io mi vanto di aver fatto passare la legge grazie alla quale in Italia non si può più fumare in luoghi pubblici: in bar, cinema, ristoranti, luoghi di lavoro, ospedali, treni, aerei. Fino a 10 anni fa c’era gente che moriva di fumo passivo, a causa del collega che fumava accanto a lui. Sono state riconosciute cause legali di morte derivata da questa. Ovviamente la stessa cosa vale per l’alcolismo. Il prete che beve un goccio di vino sull’altare, o la persona che sorseggia un bicchiere di Lambrusco a tavola, non fa del male. L’abuso – non l’uso – non è consentito.

Dunque, in questo mondo, dove il conformismo è fuori moda, è Lei il vero trasgressivo.

Ne sono certo. Qualche giorno fa sono stato al Liceo Mamiani di Roma a discutere della legalizzazione delle droghe con un membro del Partito Radicale. Quando mi hanno contestato, ho fatto una simpatica rima: Tu pensi di essere bravo e bello, ma sei solo un cogl****ello. Il concetto è che se fossi andato a parlare nelle scuole nel 1935, sarebbero stati tutti in camicia nera e col braccio alzato. Se fossi andato nel 1968, li avrei trovati con Che Guevara sulla maglietta, per fare la Rivoluzione. Invece sono andato nel 2017, e li ho trovati a discutere di droghe. Sono conformisti, è la moda a dettare ciò. Fanno solo la figura dei pecoroni, che vanno dietro al gregge. Perciò sì, sono trasgressivo. 

Silvia Vazzana