ITALIA UNICA SUL TRAGICO NAUFRAGIO, SULLI’ITALICUM E SULLE GRANDI OPERE

“Di fronte all’ennesima, sconvolgente tragedia della disperazione ogni parola rischia di essere superflua. Nel rispetto e nel dolore per la fine delle centinaia e centinaia di migranti uccisi dalla miseria, schiavi moderni di trafficanti senza scrupoli, la comunità internazionale deve una volta per tutte trovare l’unità e il senso di responsabilità necessari per evitare che il Mediterraneo diventi un cimitero senza dignità. I populisti e i demagoghi sono pronti a cavalcare il risentimento e la paura, evocando misure radicali. Quel che è certo è che l’esodo va fermato con un’azione comune europea, aprendo da subito (e lo diciamo da tempo) un tavolo comunitario permanente di crisi che coinvolga tutte le Organizzazioni internazionali. Bisogna agire con fermezza contro i mercanti di morte e intervenire nelle aree di partenza sollecitando la creazione di centro di controllo e filtro. A tutte queste azioni l’Italia deve dare priorità, recuperando il tempo perduto nel semestre di presidenza e nelle trattative burocratiche sul passaggio da Mare Nostrum a Triton. Serve davvero un’altra Europa, decisa e coesa, altrimenti anch’essa rischia di naufragare nell’indifferenza ai valori per i quali è nata”. E’ quanto afferma in una sua nota Italia Unica, il partito fondato da Corrado Passera.

“Sull’Italicum – continua la nota – continuiamo la nostra battaglia, ogni giorno se possibile più convintamente, specie quando leggiamo editoriali a dir poco opinabili, come quelli di D’Alimonte che assicura in questo modo l’affermarsi del bipolarismo o di Orsina che, nonostante tutto, considera questa sciagurata legge elettorale il male minore. Voler far passare l’Italicum come la strada maestra per la governabilità e l’alternanza o come una medicina necessaria alla salute del Paese lascia stupefatti. Ignorare quale sia il vero disegno renziano, fatto di stop and go mercantili e di regolamenti di conti a colpi di fiducia (e ci spiace dove rievocare al proposito i meccanismi adottati per far passare la Legge Acerbo e la Legge Truffa) va ben oltre la partigianeria. Questa #leggecerotto che toglie la voce ai cittadini e alla democrazia può ancora essere fermata se le opposizioni e le voci critiche interne alla maggioranza si uniscono. Vedere che in Commissione, da domani, gli emendamenti saranno pochi preoccupa perché lasciare solo all’Aula il contrasto magari attraverso il voto segreto rischia di essere affrontato da Renzi con il voto di fiducia. E a quel punto i collaborazionisti salverebbero il governo”.

“Siamo lieti che il governo, nella persona del neo-ministro ai Trasporti Delrio, abbia deciso di affrontare (sia pure con una minimale proposta di tregua legata a Expo e Giubileo) la situazione insostenibile pagata troppo spesso da cittadini e utenti dei mezzi pubblici in occasione di scioperi che sono ormai calendarizzati più per creare disagio che per mostrare una richiesta di confronto attraverso la protesta. Bene Delrio, dunque, ma la tregua non basta. Va chiarito una volta per tutte il ruolo del garante degli scioperi, va affrontato seriamente il nodo delle municipalizzate con il varo rapido della legge di riforma, vanno garantiti servizi adeguati e di livello europeo, non certo vagoni stracarichi, ritardi e disagi a ciclo continuo. Un Paese moderno (che ha tra i suoi principali asset di sviluppo il turismo e l’accoglienza) non può offrire scene da Terzo Mondo come quelle viste fino ad ora, una carente managerialità nei vertici aziendali e un atteggiamento dei sindacati, sparpagliati in mille sigle, al limite del ricatto”, conclude la nota di Italia Unica.

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