PD AGGRESSIVO SULLA CANCELLIERI, NAPOLITANO TEMPOREGGIA

Il Caso Ligresti porterà il Ministro Cancellieri a doversi sedere sul tavolo degli indagati. C’è da capire solo se il procedimento sarà preso in carico dalla Procura di Torino, di Roma o dal Tribunale dei Ministri. Giulia Ligresti fu arrestata per falso in bilancio e manipolazione dei mercati, dunque i più offesi dalla condotta della giovin Ligresti sono stati i piccoli azionisti e risparmiatori, i quali nell’azione di solidarietà o di abuso del Ministro tecnico hanno visto nuovamente la politica che si allontana dai cittadini e dal Paese reale. Per questa ragione in un momento di acceso dibattito, in attesa delle primarie, dentro il PD ci sono due voci fuori dal coro : Renzi e Civati.

Il Sindaco di Firenze sarà, quasi sicuramente, il prossimo segretario Democratico quindi ha iniziato ad imporre al proprio partito la posizione da tenere e dice che il Guardasigilli dovrebbe dimettersi “sembra che la giustizia non sia uguale per tutti”, con buona pace di Enrico Letta e di Epifani. Al quadro politico è da ricordare che Martedì il M5S proporrà la sfiducia, arriviamo a comprendere quanto sia delicata la vicenda per il Premier Letta, che per non restare scottato forse sta pensando addirittura ad un rimpasto di Governo o comunque sta prendendo in seria considerazione l’ipotesi di chiedere un passo indietro alla Cancellieri. Il PD non ha intenzione di votare la sfiducia presentata dai cinque stelle così Pippo Civati, candidato alle primarie e quindi assetato di notorietà, ha annunciato che sarà lui stesso a presentare al gruppo PD della Camera una mozione di sfiducia contro la Cancellieri, tale presa di posizione ha
infastidito diversi Dem tra cui Gianni Cuperlo ed il sottosegretario all’economia Fassina che ammonisce”non strumentalizzare la questione”.
La divisione del PD sul tema non stupirebbe nessuno se non fosse che la Cancellieri è stata fin qui blindata da Napolitano, il Presidente della Repubblica l’ha ricevuta anomalamente già due volte nelle ultime settimane per parlare della questione carceraria, in realtà i due hanno studiato un exit strategy per l’avvicendamento del Ministro senza che il Governo ne risenta dal punto di vista della credibilità,la Cancelliere dal canto suo ha già dichiarato di essere pronta a dimettersi se si trovasse con le spalle al muro o “qualora fossi d’intralcio”. Quindi ora la palla passa a Letta per decidere la successione ministeriale, alcuni nomi sono già emersi, tra i quali quelli di Giuliano Amato, Renato Schifani e di Michele Vietti, vicepresidente CSM in quota UDC che sembrerebbe interessatissimo all’incarico, ma la possibilità più credibile è che il successore sarà un altro tecnico fedele al Presidente della Repubblica.

Raffaele Freda

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