RIFLESSIONI SUGLI ULTIMI SONDAGGI ELETTORALI

Si avvicinano le elezioni europee, ed è legittimo interrogarsi su quanto il governo Renzi abbia influenzato le intenzioni di voto degli italiani. I sondaggi elettorali del sito www.scenaripolitici.com, mostrano come la maggioranza degli italiani, almeno a fine marzo, non abbia dato molto peso al governo Renzi visto che, benché il PD rimanga il primo partito, la coalizione di sinistra presenta meno preferenze rispetto a quella di destra mentre il M5S ritorna ad imporsi sullo scenario politico  con un ottimo risultato (26,1 %) che sfonda la soglia psicologica del 20%, ossia un quinto dei votanti.

Il governo Renzi era nato proprio per rispondere alla crisi di sfiducia nei confronti della politica al fin di tenere a freno l’avanzata di Grillo e, essendo un governo di centro-sinistra, anche di evitare che un altro governo di destra prenda il potere ma le riforme del PD non convincono il paese il quale, assistendo ad una ripresa troppo fragile per poter riportare la situazione alla normalità, non può che delegittimare il governo attraverso una crisi di sfiducia che sarà manifesta proprio in questa tornata elettorale, ossia quella europea.

I dati economici confermano questa tesi: la ripresa è fragile e, soprattutto,  non in grado di frenare l’ aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile. È chiaro  che, se la situazione non cambia radicalmente in questi  due mesi, cosa alquanto improbabile visti i tempi lunghissimi della politica italiana, quella di maggio sarà un’ altra palese sconfitta della coalizione di sinistra la quale dimostrerà la sua inefficienza politica.

Le fluttuazioni dei voti che sono avvenute nel medio-breve periodo non sono tali da farci supporre che la situazione cambi in maniera radicale in quanto  non sono  da tempo cambiate le posizioni dei votanti in maniera marcata, se prendiamo in esame il periodo intercorrente dalla prima ascesa di Grillo fino ad oggi. Ciò implica che ancora una volta si confermeranno le tre minoranze (minoranza grillina, di sinistra e di destra) le quali non riusciranno a prevalere l’una sull’altra se non alleandosi creando grandi coalizioni.

Di certo, questa situazione di stallo continuerà finché un governo non si dimostri tanto abile da riacquistare fiducia presso gli elettori: un governo radicale che si renda conto che la crisi di sfiducia è ben più profonda di quanto sembri e che essa non può venir meno con annunci alquanto demagogici che si traducono sostanzialmente in un nulla di fatto. I sondaggi non fanno che confermare tale considerazione.

Clemente Maurizio

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