ROMA, BAMBINI ROM MALTRATTATI. FDI: “TOGLIERE PATRIA POTESTA’ E CHIUDERE CAMPI”

«Apprendiamo con grande amarezza che ancora una volta a pagare le colpe della cattiva politica demagogica è l’essere umano. Le condizioni disumane nelle quali sono stati ritrovati il neonato di due mesi ed il bimbo di tre anni nel campo nomadi della Capitale sono indegne di un paese civile. I servizi sociali si attivino immediatamente per fare prevenzione». Lo dichiara Tiziana Montinari, coordinatrice nazionale del Dipartimento di Fratelli d’Italia-An dedicato alla Tutela delle vittime di violenza.

«Pur nel rispetto della diversa cultura, tuttavia non è possibile consentire – continua Montinari – che questi campi nomadi continuino ad essere zone “off-limits” dove tutto è possibile e surreale. In Italia i minori vengono tolti alle famiglie che versano in condizioni economiche critiche per essere affidati ai servizi sociali, mentre al contrario vengono lasciati vivere in condizioni incommentabili, tra escrementi e sporcizia con il rischio di contrarre malattie infettive, quando appartengono a famiglie rom».

«È un’inammissibile discriminazione al contrario e il razzismo è solo una spiegazione di comodo della questione. Qui c’è in gioco la tutela dell’interesse superiore del minore nell’ambito della giustizia sociale che lo Stato dovrebbe garantire a tutti», conclude Tiziana Montinari.

Sulla questione è intervenuta anche Cinzia Pellegrino, referente romana del Dipartimento: «Da settimane è possibile firmare la delibera di iniziativa popolare presentata da FdI-AN Roma per chiudere i campi rom nella Capitale. Non è tollerabile che, su quello che fino a prova contraria è territorio italiano, qualcuno possa utilizzare bambini per delinquere, che non li mandi a scuola o che li lasci vivere in condizioni disumane.

«Nessuna “cultura” può volere o giustificare tutto questo. A questi “genitori” va subito tolta la patria potestà, dopodiché – spiega Pellegrino – occorre superare i campi nomadi. Come è noto la nostra proposta consiste nell’allestimento di piazzole di sosta temporanee, nelle quali chi transita paga tutte le utenze».

«Altrimenti, se si è cittadini italiani, ci si mette in fila per accedere ad una casa popolare senza pretendere alcuna corsia preferenziale», conclude Cinzia Pellegrino.

[Photocredit www.ilgiornale.it]

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