Salario minimo, Green New Deal e conflitto di interesse: i punti dell'accordo PD-M5S

Dopo i primi minuti di votazione sulla Piattaforma Rousseau, è emerso il contenuto del contratto di Governo che diventerebbe realtà qualora la base pentastellata voti a favore del Conte bis. Già questa mattina il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, aveva rilasciato dichiarazioni sul programma sul proprio profilo Facebook.

Buongiorno, posso dirvi già da ora che tutti i 20 punti che il Movimento 5 Stelle ha presentato al Presidente incaricato Giuseppe Conte sono parte del Programma di Governo. Dal blocco dell’aumento dell’IVA al salario minimo, dal taglio del cuneo fiscale agli aiuti a famiglie e disabili, dallo stop agli inceneritori alle trivelle, dalla riforma della giustizia alla legge sul conflitto di interessi, fino alle concessioni autostradali” dichiara Di Maio, mettendo nero su bianco le priorità pentastellate.

Ma non c’è solo questo sul contratto di governo: compaiono infatti anche una legge sulla rappresentanza sindacale, il salario minimo anche per i lavoratori non dipendenti, la parità di genere nelle retribuzioni e la lotta alle disuguaglianze, temi cari all’area socialdemocratica del PD, facente capo a Zingaretti.

Particolarmente interessante è il passaggio sulla cosiddetta economia verde: “Occorre realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto dei cambiamenti climatici. Occorre promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la transazione ecologica e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare“. Una maggioranza Greta, in risposta alla maggioranza Ursula auspicata da Romano Prodi.

Le proposte probabilmente fin troppo ottimistiche legate al verde vengono collegate alle ben più auspicabili riforme contro il dissesto idrogeologico e a favore di un potenziamento della ricerca scientifica, settore storicamente carente nel nostro Paese.

Sciolto il nodo sulla riduzione dei parlamentari: si farà e conseguentemente si svilupperà una legge elettorale, che dovrà essere frutto di “un percorso per incrementare le garanzie costituzionali, di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale“. Salvaguardato anche il decreto sicurezza, che non verrà smantellato ma solo modificato secondo le indicazioni giunte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Particolarmente intenso il punto del conflitto di interessi, in cui si fa riferimento anche a degli interventi verso il sistema radiotelevisivo, per assicurare l’indipendenza e il pluralismo dell’informazione. Non si capisce come questi due valori possano essere tutelati da una legge specifica di un Governo politico, o quantomeno il contratto non lo spiega. Il Governo poi intenderebbe riformare l’elezione dei membri del CSM, impegnandosi inoltre nella lotta alle mafie e all’evasione fiscale.

Promesso dal contratto anche un nuovo – ennesimo – piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, punto che però va in leggero contrasto con la volontà di accelerare il percorso che porterà Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ad avere l’autonomia differenziata. Si specifica però che sarà un’autonomia “giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica ed economica“.

Particolare proposta – rilanciando un’idea di Grillo degli albori del MoVimento – una specie di Web Ius Soli, con la concessione della cittadinanza digitale a ogni cittadino italiano sin dalla nascita. Non è l’unica cosa “web”, visto che i giallorossi introdurrebbero anche la Web Taxper le multinazionali del settore commerciale elettronico che spostano i profitti e le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui fanno business“. La parola ora passa agli iscritti del MoVimento.