Centrodestra unito a Bolzano: Holzmann intralcia ancora Urzì

“Uniti si vince! Sulla base di un programma unitario, di una idea condivisa, di una sogno in cui credere. Ho lanciato (a dire il vero… rilanciato) questa sfida per riassegnare al Centrodestra, ossia al fronte alternativo al sistema PD, un ruolo decisivo e non solo di testimonianza in provincia di Bolzano, ma penso anche a livello nazionale”. Così in una nota il Consigliere provinciale dell’Alto Adige nel Cuore a Bolzano, ricordando il suo impegno per la costruzione di una grande coalizione di Centrodestra a livello provinciale e nazionale.

“Le ormai imminenti elezioni politiche (a cui seguiranno le elezioni provinciali) ci invitano a svolgere questo percorso senza ipocrisie e con idee chiare”, aggiunge Urzì.

“Gli scettici che ho già incontrato lungo la mia strada sono la testimonianza di errori che si continua a fare fatica a superare”, commenta il Consigliere altoatesino. “Le parole dell’ex-On. Holzmann cariche di veleno personale più verso i suoi avversari del Centrodestra che quello che dovrebbe essere l’avversario autentico, la Sinistra di potere alleata per interesse ricambiato della Svp, sono la dimostrazione plastica di quello che non bisogna fare”.

Le parole di Alessandro Urzì si rifanno a tutti gli attacchi impietosi che il già citato Giorgio Holzamann e il compagno di partito Alberto Sigismondi gli hanno rivolto in passato, innalzandosi a veri portavoce del Centrodestra senza mai portare alcun gran successo elettorale in Provincia. Così, mentre da una parte Urzì cerca di ricompattare il Centrodestra (fu, tra le altre cose, uno dei promotori della Mozione dei Quarantenni), Holzmann e compagni di partito rimarcano la loro bassa propensione all’alleanza, senza mai entrare nel merito dei motivi e senza aver mai dimostrato a livello elettorale di valere più di Urzì.

Il Cons. Urzì prosegue: “A me preme parlare in positivo: cosa ci chiedono di fare i nostri elettori, nauseati da queste ormai decennali polemiche personali e pochissimo politiche? Ci chiedono di essere uniti, ci chiedono di avere un progetto (ecco perché io dico che bisogna ricominciare a parlare di programmi e volontà e non di formule politiche vuote), ci chiedono di essere trasparenti e onesti intellettualmente. E non solo”.

“Sono anche le leggi elettorali che ci impongono questo processo: l’accordo scellerato fra Pd e Svp ha consegnato al Trentino – Alto Adige al contrario di tutta Italia collegi uninominali. In Alto Adige la Svp se li è fatti propri sulla carta (tre su quattro alla Camera e due su tre al Senato), sono vinti a tavolino (perché ritagliati su popolazioni di stragrande maggioranza di lingua tedesca)”, spiega Urzì. “I due che comprendono Bolzano sono fatti a misura ancora una volta della Svp che può lasciarli ad un esponente PD però scelto da Kompatscher e Achammer. Il vassallaggio del PD è stato integrale”.

“Ora, di fronte ad una prospettiva di questo tipo cosa fa il Centrodestra che ha come unica possibilità di presentare un suo candidato potenzialmente vincente solo se unito: nicchia? Litiga, fa distinguo? Io sì e tu no? Perché non si è ancora capita la lezione? E lo dico ancora a tutti quelli che oggi continuano a polemizzare invece di mettersi a lavorare in silenzio per l’unità, con spirito di servizio e non di polemica fine a se stessa”, conclude Urzì, riferendosi con grande probabilità a Holzmann.

E da includere in questa grande coalizione ci potrebbero essere energie nuove: secondo un recente sondaggio su Facebook, il giovane Consigliere comunale a Bolzano di CasaPound Andrea Bonazza figura come il leader più votato dagli utenti. Certo è che un sondaggio sul famoso social network presenta poca rilevanza, ma non si sottovaluti la forza propulsiva del movimento della Tartaruga Frecciata (che nel Comune altoatesino ha superato il 6% dei consensi alle scorse elezioni comunali del 2016, contro il 4,83% di Holzmann), elevandolo invece ad interlocutore politico.

[Photocredit: Alto Adige]