Anomalie elettromagnetiche, il Ministero rassicura: “Nessun problema per la salute”

Mafrici: “Rendere pubblici i dati delle rilevazioni effettuate”.

La direzione generali per le attività territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico comunica che, in riferimento a quanto segnalato, non può adottare misure, né provvisorie, né definitive per la risoluzione della problematica, non avendo individuato, allo stato attuale, alcuna fonte che possa configurarsi come prova di violazione di autorizzazioni generali, di diritti d’uso o di obblighi specifici prescritti ai fornitori di servizi e di reti di comunicazione elettronica o alle imprese designate per la fornitura del servizio universale, tale da comportare un rischio grave ed immediato per la sicurezza pubblica, l’incolumità pubblica o la salute pubblica.
Questa la risposta dell’Ispettorato generale a Francesco Mafrici, che nei giorni scorsi aveva allertato dapprima l’ufficio provinciale per l’Ambiente ed in seguito l’ente preposto a garantire il corretto utilizzo dello spettro elettromagnetico presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
Mafrici, che aveva raccolto tramite Facebook le segnalazioni di numerosi automobilisti che avevano riscontrato anomalie nel funzionamento delle centraline elettriche delle loro autovettura, al momento di transitare per via Roma, Torino, Europa,Galvani e zona Firmiano a Bolzano. Problemi che facevano ritenere che nelle aree interessate vi fosse qualche anomalia di carattere elettromagnetico.
“Ringrazio l’agenzia per l’Ambiente e l’Ispettorato ministeriale per la pronta attivazione e per le importanti rassicurazioni che escludono potenziali pericoli per la salute pubblica. Avrei però preferito che fossero rese note quali rilevazioni siano state effettuate e quali risultati abbiano dato. In ogni caso, su mia sollecitazione, nei prossimi giorni il consigliere provinciale Alessandro Urzì presenterà un’interrogazione durante il “question time” in Consiglio provinciale, per acquisire ulteriori informazioni in merito”, dichiara Francesco Mafrici.
[Photocredit www.ilfattoquotidiano.it]

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