BOLZANO. LA LEGA NORD DICE NO A FASCISTI E A CASA POUND

Le dimissioni del sindaco di Bolzano Luigi spagnoli e le imminenti nuove lezioni, anche se a oggi non si conosce ancora la data, non sembrano aver ricompattato il centro destra.

La Lega Nord nelle ore scorse ha frenato gli entusiasmi su una possibile grande coalizione di Destra vincente nel capoluogo altoatesino. “La difesa dell’autonomia è per noi essenziale, non parliamo con chi è rimasto incastrato nella contrapposizione etnica. Con CasaPound ed ex-fascisti non parleremo di certo”. Una frase che sembra quindi decisamente contraria alle iniziative a carattere nazionale del carroccio che puntano invece alla creazione di un partito di Destra.

La Lega Nord di Bolzano si era fatta anche promotrice di un’iniziativa che aveva coinvolto anche Matteo Salvini. Aveva infatti cavalcato il tormentone della maglietta che inneggia fedeltà alla patria tirolese. Carlo Vettori e colleghi, in occasione del comizio del Segretario federale a Pinzolo, avevano portato a Salvini una polo con impresso il verso «dem Land Tirol die Treue». È l’inno tirolese al centro di un caso sollevato dalla destra tedesca in Alto Adige, perché una scuola di Lana avrebbe vietato a un ragazzo l’uso della maglietta

La maglietta, distribuita dalla destra secessionista sudtirolese, è infatti è un esplicito invito alla separazione dell’Alto Adige dall’Italia.

Giorgio Cegnolli

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