Corte costituzionale, Urzì: “SVP, secessionisti e Artioli nominano assieme giudice di parte”

Ed ora SVP, secessionisti e Artioli si alleano per fare nominare dalla SVP un giudice di parte in Corte costituzionale“.

Giustizia domestica? Il TAR (già da tempo al centro di una vivace polemica per la dipendenza dei giudici dal potere politico locale) non è nulla, ora si alza il tiro e una inedita alleanza fra SVP, secessionisti (Andreas Poeder di Buerger Union) e Elena Artioli (longa manus del PD) ha approvato questa mattina in I Commissione legislativa una proposta di legge (che sarà trasmessa se approvata in aula al Parlamento italiano) per far sì che una componente dei giudici costituzionali (in parte nominati dal Presidente della Repubblica, in parte dai massimi organi della Magistratura, una parte dal Parlamento), siano espressione delle Regioni e (in un caso con parere vincolante) delle Province autonome“. E’ quanto dichiara in una nota il Consigliere provinciale a Bolzano per L’Alto Adige nel Cuore Alessandro Urzì.

Cosa significa? Che ora si vogliono imporre giudici chiamati a valutare il vaglio di costituzionalità delle legge provinciali, espressione fiduciaria del potere politico locale, ossia giudici dichiaratamente di parte (ma non garanti della Costituzione, benché giudici costituzionali, ma delle regioni e province autonome e dei propri interessi particolari)“, spiega Urzì, aggiumgendo che “va ricordato che alla Corte costituzionale approdano tutti i ricorsi del Governo contro le leggi regionali e delle Province di Trento e Bolzano che invadono le competenze statali. La Consulta è garante della Costituzione (che riconosce anche le autonomie speciali, e quindi è garante anche dell’assetto regionalista nazionale), ma a SVP, secessionisti e Artioli non basta. Una quota di questi giudici deve essere eletta dalle stesse Regioni e uno di essi deve essere scelto dal potere politico locale dell’Alto Adige, ossia dalla SVP“.

Come a dire che si dovrà contrattare in sede di Corte costituzionale sui valori della Carta fondamentale fra chi sarà chiamato per mandato a promuovere la forzatura della Costituzione e chi sarà chiamato a difenderne i suoi valori. Un contrasto che da esterno alla Corte con la proposta avanzata diventerà interno. Le conseguenze saranno imprevedibili“, afferma il Consigliere provinciale altoatesino, concludendo: “C’è da ritenere che il Governo Renzi nell’ambito della riforma del Senato non faticherà a raccogliere la richiesta lagnosa di Bolzano. Si provi ad immaginare un ricorso come quello contro la legge sulla toponomastica solo tedesca con la presenza di un giudice espresso dalla SVP che esito potrebbe avere, se portato in discussione…“.

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