Lettere al giornale, La cattiva scuola: Tommasini ed Achammer fanno sparire i voti in pagella, anzi, proprio anche la pagella, ogni scuola farà come vuole

Il voto alla fine del quadrimestre o dell’anno scolastico? In futuro in Alto Adige ogni scuola potrà decidere se darlo ai propri studenti o no.
E potrà decidere se sostituirlo con altri criteri di valutazione dei ragazzi (li ricordate i vecchi giudizi?) o anche di non esprimersi affatto sull’esito del periodo di studio del ragazzo.
Ogni scuola deciderà da sé, in una griglia di possibilità fissate dalla giunta provinciale. Non si abolisce solo il voto obbligatorio, si abolisce anche la pagella, ogni scuola farà come vuole.
E’ il Pd e il mondo della scuola Svp ad avere scelto che per il futuro ogni scuola deciderà in modo diverso. E sarà caos.
Oggi è stato approvato il disegno di legge di recepimento della “Buona scuola” di Renzi.
Ma su questo aspetto si è voluto strafare ed andare oltre. “L’istituzione scolastica (ossia ogni singola scuola, ndr) può scegliere di sostituire la valutazione in cifre”. Quindi di abolire la vecchia pagella con i voti sostituendola con qualcosa di non detto. Ma non è tutto: “Può scegliere anche di decidere l’ammissione o non ammissione alla classe successiva degli alunni esclusivamente al termine del triennio o dei bienni previsti dalle indicazioni provinciali”. Che significa: al ragazzo a fine anno verrà detto più o meno come è andata (ma senza l’espressione di un voto); se potrà passare alla classe successiva lo potrà però sapere anche solo alla fine del triennio o dei bienni previsti, fermo restando che sarà obbligatorio prima dell’ultimo anno, quello degli esami.
Facciamo un esempio: tre fratelli gemelli frequentano tre scuole diverse. Uno al termine dell’anno scolastico arriva a casa con la pagella che con i voti lo inquadra per singola materia in una categoria di merito. Il secondo avrà in mano invece una scheda di valutazioni per singola materia, ma senza voti, come piaceva alla Sinistra dei decreti delegati… Il terzo ancora avrà solo una memoria generale rilasciata dalla scuola su quello che è stato il suo percorso scolastico ma il giudizio definitivo sarà rimandato a fra un anno o due.
Da un punto di vista anche sociale ciò significherà mettere in discussione la consapevolezza delle classi di merito in cui inserire i ragazzi. Un sistema confuso, cervellotico che moltiplicherà i criteri di valutazione e le modalità di comunicazione della medesima valutazione. Non ci sarà più nemmeno la riconoscibilità sociale del merito, solo un confuso sistema di valutazioni.
Mi sono opposto con forza, solo con i Freiheitlichen, a questa misura frutto della fervida fantasia della Sinistra locale.
Ma la legge è passata a colpi di maggioranza.
Inserito anche un passaggio che prevede prove “facoltative” di seconda lingua nei bandi per i docenti non di seconda lingua. La misura pare sia stata voluta dall’assessorato di Tommasini per giustificare un bando di concorso già uscito che prevedeva il rilascio di due punti per chi avesse superato questa prova. Una innovazione che finalmente archivierebbe i tentativi, da noi sempre respinti, di introdurre il patentino obbligatorio o diplomi di competenza linguistica altrettanto obbligatori per i docenti. Avrebbe significato creare un muro attorno all’Alto Adige e bloccare la mobilità, isolando la provincia di Bolzano.
Insomma finalmente un traguardo raggiunto: sì al merito per la competenza linguistica ma non come pregiudiziale.
Ora però il bando, sinora rimasto poco pubblicizzato forse perché debole in quanto privo del necessario supporto legislativo oggi non a caso approvato, dovrà essere verificato in ogni altra sua parte. Se ha avuto bisogno di una legge per reggere su un punto potrebbe rivelare altri “azzardi” in altre sue parti. Verificherò.

Alessandro Urzì – L’Alto Adige nel cuore