ALLEANZA NAZIONALE E LA SFIDA DI ALESSANDRO URZI’

Se in molti speculano sul fatto che Alessandro Urzì non goda del sostegno delle forze politiche del centrodestra in vista del ballottaggio di domenica 24 maggio, è altresì vero che sta emergendo un possibile riavvicinamento tra Alessandro Urzì e Alleanza Nazionale.

La sua è una carriera politica, e non solo, niente male: giornalista professionista dal 1991, collabora con numerose redazioni prima di lanciarsi nell’ambito politico.  Nominato consigliere provinciale e regionale per AN nel 1998, diventa presto l’ultimo Presidente provinciale a Bolzano. Insofferente entra nel 2009 nel Popolo della Libertà, l’adesione però durerà meno di un anno. La sua uscita porterà poi diversi esponenti ad uscire dal partito di Silvio Berlusconi e a dar vita a nuove formazioni. Alle elezioni del 2013, dopo un generale sfaldamento della coalizione di centrodestra dovuta a vari fattori, Urzì, fedele ai propri principi, decise di concentrarsi sulla politica locale.

Lo scopo era quello di riunire il Centrodestra in una coalizione unitaria capace di competere con “la Sinistra degli interessi”. Una sfida vincente visto che, a distanza di poco più di due anni, Urzì, candidato nella lista del Movimento de L’Alto Adige nel Cuore, risulta, contrariamente alle malevoli voci, essere l’unico consigliere di lingua italiana in Alto Adige, a difesa dell’italianità del territorio. Si ricorda, infatti, il duro attacco di Urzì in occasione della manifestazione degli Shutzen contro i monumenti fascisti a Bolzano:”Il nostro dovere è respingere ogni provocazione e avere custodia della memoria storica, riconoscere il valore e la dignità della nostra identità di italiani in Alto Adige”. 

Il suo capolavoro è stata la creazione di Alto Adige nel cuore che per lui “è l’unica forza che oggi aggrega invece di dividere. Il nostro appello lo avevamo lanciato in tempi non sospetti a tutte le forze di buona volontà. Molti lo hanno rifiutato. E noi ne abbiamo preso atto: da Fratelli d’Italia, al Pdl stesso per finire ad Unitalia e la Destra hanno deciso di correre da soli per protagonismo, qualche volta per vanità. Noi abbiamo rinunciato al nostro interesse personale ed abbiamo anteposto quello della squadra”. Della serie: l’unione fa la forza.

E se i peccati del Centrodestra, quali idolatria e inutili contese personali, non suonano affatto nuovi, sopratutto all’interno del panorama politico nazionale, la proposta di Urzì, cioè la ricostruzione della credibilità della politica attraverso moralità e sobrietà nei comportamenti, viene accolta come acqua nel deserto.

A Bolzano, la sfida di Urzì è quella di rappresentare un’alternativa credibile, dimostrando che la città può cambiare classe dirigente. Il suo programma politico, volto al rinnovo dell’ormai surclassata amministrazione, deve aver convinto parte dei bolzanini, che hanno permesso al candidato de l’Alto Adige nel Cuore di arrivare al ballottaggio con l’uscente sindaco del PD Spagnolli. Certamente non un risultato di grosse dimensioni rispetto a quello di altri esponenti, ma quanto avvenuto nel centrodestra al primo turno  ricorda molto delle elezioni primarie.

Il risultato non è piaciuto però a molti, questi  sono andati in contrasto persino con i vertici nazionali. Il caso emblema è quello scoppiato all’interno di Fratelli d’Italia dove Ignazio La Russa, contrariamente al suo rappresentante locale, ha affermato che gli obiettivi che si pongono loro combaciano perfettamente con quelli di Urzì: “Non favorire la Sinistra e rimanere uniti per vincere le elezioni” . Proprio per questo, poi, Fratelli d’Italia si dice d’accordo a “procedere all’apparentamento” col centrodestra capitanato da Urzì che, in un post sul suo profilo Facebook, ci tiene a ringraziare personalmente il partito per il sostegno che probabilmente non si fermerà alle sole elezioni.

L’appoggio garantito da La Russa si pone in un’ottica lungimirante, in un futuro forse non troppo distante, ma sicuramente non prossimo. Inoltre, alla luce della suddetta condivisione di ideali, per quale motivo AN dovrebbe scegliere di non sostenere Urzì, candidato per lo stesso centrodestra? Bisogna riconoscere che il risultato ottenuto ha dell’incredibile, Spagnolli non è stato eletto al primo turno contrariamente alle previsioni e vi può essere la seria possibilità che Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale possa ripartire proprio dal capoluogo provinciale più a nord d’Italia.

Quello di Urzì è un esempio lampante dell’esistenza di politici che non sempre si piegano passivamente alle direttive del proprio partito, che trovano il coraggio di denunciarne gli errori e che hanno davvero a cuore gli interessi della collettività. La campagna elettorale per le provinciali del 2013 si concludeva cosi:”Senza affidarci ad un partito nazionale qualsiasi, sempre prodigo di grandi promesse prima del voto, ma che poi regolarmente scompare all’indomani dello stesso”. Evidentemente essere spalleggiati da qualcuno non è sempre indispensabile, per arrivare al cuore dei cittadini. Sarà Urzì il modello del politico di destra per la Terza Repubblica?

di Antonella Gioia

 

 

 

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