Urzì: “l’ossessione dei secessionisti per l’Italia e gli italiani”

“Non escludo nulla, nemmeno la denuncia all’autorità giudiziaria, ma a prescindere da questa, le dichiarazioni di Cristian Kollmann dei secessionisti di Süd-Tiroler Freiheit mostrano oramai una preoccupante fragilità emotiva e psicologica che trasforma ogni espressione, anche la più genuina, dell’Italia e degli italiani in Alto Adige, in un’ossessione”.

Così esordisce Alessandro Urzì, de L’Alto Adige nel cuore, in merito a quanto dichiarato da Cristian Kollmann: forse un segno premonitore “di una preoccupante fragilità emotiva e psicologica”. E prosegue ancora:

“Un atteggiamento politicamente paranoico in cui la volgarità  del richiamo continuo alla spazzatura o ai rifiuti organici ( si ricorderanno i casi  del  “Wir pfeifen auf diesen Staat” o della scopa che spazza il tricolore) è un sintomo preoccupante di infantilismo”, continuando, “ci si può leggere anche la provocazione, e in fondo lo è, ma se una denuncia sarà presentata sarà per evitare che manifestazioni apparentemente solo folcloristiche possano invece agitare nelle menti più fragili sentimenti anche violenti, come già accaduto in passato, contrari alla convivenza ed agli italiani”.

Concludendo infine: “di polemica politica in queste manifestazioni non c’è nulla: è come quando all’asilo infantile per attirare su di sé l’attenzione, il bimbo scandisce ad alta voce una parolaccia. La festa di oggi è stata bellissima. Le persone civili, gli estremisti li emarginano”.