Giorgia Meloni contro l’autonomia trentina

Lascia di stucco la dichiarazione di Giorgia Meloni apparsa sulla sua pagina ufficiale di Facebook: “Apprendo dalla stampa che la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trento starebbe valutato la possibilità di finanziare l’acquisto di burkini per le donne islamiche. Io credo che se la Provincia autonoma di Trento ha soldi da buttare in queste iniziative inutili mentre la povertà dilaga, allora forse vale la pena di rivedere al ribasso i trasferimenti economici destinati dallo Stato alla Provincia autonoma di Trento…“.
Una frase pesante, che non aiuterà la crescita di consensi in una regione da sempre titubante nei confronti della Destra, di cui Fratelli d’Italia e il suo presidente Giorgia Meloni si dicono eredi e rappresentanti.
Oltre al danno la beffa, si potrebbe dire: perché i cittadini trentini non solo sarebbero succubi di un’amministrazione di Centro-Sinistra che preferisce destinare fondi pubblici ove non sono assolutamente necessari – e, anzi, che favorirebbero una sola parte della comunità -, ma anche sconsolati nel constatare che quella che arrogantemente si presenta come l’alternativa non riesca a focalizzare il punto della situazione locale – attaccando uno dei principi fondamentali del territorio trentino anziché un’amministrazione che non riflette più gli interessi dei cittadini.
In merito a queste parole parole è intervenuto anche il referente del neo-movimento di Destra Azione Nazionale Trentino – Alto Adige Raimondo Frau, dichiarando: “No cara Giorgia, non hai capito bene. Sul banco degli imputati non deve finirci la sacrosanta autonomia del Trentino. Autonomia che anzi va difesa anche da attacchi del Governo Renzi di questi giorni. E’ il modo di gestire la cosa pubblica clientelare e ideologico tipico della Sinistra autonomista il vero cancro da combattere. Una Sinistra che fa danni dove c’è lo Statuto di autonomia e anche dove non c’è. Fattelo spiegare meglio, eviterai di buttar via il bambino insieme all’acqua sporca“.