Claudio Cia attacca il Centro sociale Bruno e difende CasaPound

“I buon pensanti del Centro Sociale Bruno ora si ergono in cattedra per dire chi può esprimersi a Trento e a chi invece va privato del diritto di parola ed espressione. Non tollerano pensieri che non siano i propri, sono incapaci di rapportarsi con chi è portatore di visioni diverse dalle loro, e per questo chiedono che CasaPound venga chiusa subito”. Questa la denuncia in una nota del Consigliere provinciale a Trento, Claudio Cia.

“Non dimentichiamo che i signori del Centro Sociale Bruno sono gli stessi che dal 2007 al 2013 hanno occupato abusivamente l’edificio “ex Dogana” e, per concessione della PAT, ora dimorano in una palazzina, sita a Piedicastello, concessa a loro in comodato gratuito. Ai leader storici del centro la PAT ha perfino staccato un assegno di diverse migliaia di euro per affrontare spese per il recupero dell’area concessa. Questo nonostante abbiano un debito nei confronti della comunità trentina di 467mila euro per l’occupazione dell’ex l’edificio “ex Dogana””, prosegue Cia, concludendo: “Per quanto ne so, piacciano o no, i simpatizzanti di CasaPound non sono parassiti dell’ente pubblico e neppure debitori per atti ostili contro la comunità. Detto ciò invito responsabili del Centro sociale Bruno a dirci, non tanto chi deve essere cancellato dal nostro territorio, ma piuttosto come intendano loro saldare il debito contratto con la PAT e i cui termini di pagamento siano già scaduti da tempo”.