Claudio Cia propone un Ddl anti conflitto d’interessi

Il consigliere Cia di Agire ha presentato un Ddl con l’obiettivo di evitare che incarichi di progettazione, di direzione lavori e di collaudo di opere e lavori pubblici possano essere conferiti dagli amministratori agli stessi amministratori.

Cia introduce il Ddl ricordando l’articolo 54 della Costituzione che prevede (comma 2) che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore.”

Per il Consigliere di Agire, tale norma, pone coloro che svolgono funzioni pubbliche in una posizione differenziata (e di maggior rigore) rispetto al resto dei cittadini, imponendo loro, oltre al generale dovere di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione (comma 1) l’osservanza di precisi obblighi nel momento dello svolgimento delle funzioni.

Uno di tali obblighi, fondamentale nell’esercizio dell’azione politica, prima ancora che amministrativa, è quello secondo cui il comportamento degli amministratori deve essere improntato alla massima correttezza, all’imparzialità ed al principio di buona amministrazione.

Tale principio “etico”, prima ancora che politico-amministrativo, dovrebbe impedire a chi governa o amministra un ente pubblico di ricevere, dallo stesso ente che amministra, incarichi professionali di vario genere e natura. Per Cia, dovrebbe essere un comportamento scontato, naturale, spontaneo, quello di rinunciare ad assumere un incarico professionale presso l’ente che si amministra, tuttavia per il Consigliere non è così.  La cronaca giornalistica e tanti cittadini dicono che il fenomeno degli incarichi conferiti ad amministratori è tutt’altro che sconosciuto.

Compito del legislatore, e quindi anche del Consigliere Cia, è allora quello di garantire che l’ordinamento provinciale sia dotato delle norme necessarie per impedire i potenziali casi di “conflitto di interessi”, sia all’interno degli enti pubblici, sia nella galassia delle istituzioni, agenzie, fondazioni, società partecipate ed enti strumentali variamente denominati.

Con il suo disegno di legge presentato, Cia intende dunque introdurre, nella vigente legge provinciale sui lavori pubblici (l.p. 10 settembre 1993, n. 26), una norma specifica in tema di incarichi professionali e conflitto di interessi, con l’obiettivo di evitare che incarichi di progettazione, di direzione lavori e di collaudo di opere e lavori pubblici possano essere conferiti agli stessi amministratori degli enti affidatari.

Si tratta, per il Consigliere di Agire, di una norma che opera in duplice direzione: in primis nei confronti, e a favore, di coloro che conferiscono gli incarichi (sono infatti questi ultimi che dovranno applicare la norma), liberandoli dal pericolo di eventuali pressioni indebite. In secondo luogo, la norma è finalizzata ad imporre ai politici/amministratori, laddove non venga fatto spontaneamente, di tenere comportamenti improntati alla massima correttezza, impedendo loro, questo è l’auspicio di Cia, di trarre vantaggio dal ruolo o dalla funzione pubblica rivestita, scongiurando la possibilità di esercitare indebiti condizionamenti su coloro che sono chiamati ad affidare gli incarichi.