DDL ANTIOMOFOBIA. L’OPPOSIZIONE BLOCCA I LAVORI DOMENICALI

Il muro contro muro tra maggioranza e opposizioni ha caratterizzato anche la giornata di domenica, la quarta consecutiva interamente impegnata dal Consiglio provinciale per discutere il disegno di legge antiomofobia. L’aula ha respinto altri tre ordini del giorno proposti da Rodolfo Borga per la tutela della famiglia naturale attraverso apposite campagne di comunicazione. Fugatti (Lega) e Borga si sono ripetutamente rivolti al Patt per evidenziare l’incompatibilità dei principi del partito autonomista con quelli di questo ddl. Domani mattina è prevista una riunione dei capigruppo per valutare la situazione e decidere il da farsi.

No a campagne di comunicazione per la famiglia naturale.

Oggi pomeriggio, l’esame del testo unificato dei disegni di legge di Civico (Pd) e di iniziativa popolare contro l’omofobia, che il Consiglio provinciale ha iniziato giovedì scorso, è ripartito dall’ordine del giorno numero 3 (in tutto gli odg sono 19) presentato da Rodolfo Borga (Civica Trentina). Il dispositivo della mozione, respinta con 5 voti favorevoli, 22 contrari e un astenuto (Fugatti), voleva impegnare la Giunta a promuovere in collaborazione anche con le associazioni che operano nel settore della famiglia, campagne di comunicazione per evidenziare l’importanza della famiglia naturale, intesa come uomo e donna aperta alla vita”. Nel dibattito si sono espressi a favore Fasanelli (gruppo misto), Civettini (Lega), Giovanazzi (AT) Viola (PT), che hanno tenuto ad attribuire alla Giunta e alla maggioranza la responsabilità di aver considerato prioritario questo disegno di legge anziché rispondere ai problemi dei trentini.

Pur dichiarando la contrarietà della Giunta all’odg, l’assessora Ferrari ha detto di condividere le iniziative a favore della famiglia. E ha invitato i consiglieri alla manifestazione ad essa dedicata il 5 dicembre a Riva del Garda per attuare la legge provinciale sulla famiglia del 2011. Borga è allora intervenuto per precisare che “questa legge non è a favore ma contro la famiglia naturale, considerata dai proponenti un ossimoro”. Bene, per Viola, la manifestazione del 5 dicembre, ma meglio sarebbe stato se la Giunta avesse coinvolto per questo la commissione consiliare competente. Da segnalare il sospetto, manifestato da Fugatti, che la posizione di Kaswalder, contraria al disegno di legge, nasconda in realtà il tentativo del Patt di “giocare alle tre carte” su questo argomento.

No all’equiparazione tra famiglia naturale e altri rapporti e convivenze.

Con 5 voti a favore, 20 contrari e un astenuto (Fugatti della Lega), il Consiglio ha poi respinto anche l’ordine del giorno numero 4, sempre proposto da Borga (CT) per impegnare la Giunta a non equiparare, nell’attuazione di questa nuova legge, la famiglia intesa quale unione tra uomo e donna aperta alla vita “a diversi rapporti affettivi o forme di convivenza. “Voi mi dovete spiegare – ha detto Borga rivolto alla maggioranza – perché questo ordine del giorno sarebbe ostruzionistico”. A sostegno sono intervenuti Civettini (Lega), Fasanelli (gruppo misto), Giovanazzi (AT) e Viola (PT), ribadendo in particolare l’inconciliabilità tra la concezione della famiglia naturale e quella sottesa al disegno di legge. Da evidenziare che Borga ha ripetutamente chiesto senza esito alla Giunta di esprimersi su quest’ordine del giorno (“prendo atto – ha commentato – che nè l’assessore Mellarini né l’assessore Gilmozzi intendono spiegare il motivo della loro contrarietà”).

No alla comunicazione nelle scuole su cos’è la famiglia.

Il terzo ordine del giorno, il numero 5, di Borga (CT) respinto nel pomeriggio dall’assemblea legislativa (20 no e 5 sì) chiedeva al Consiglio di impegnare l’esecutivo a comunicare alle scuole trentine di ogni ordine e grado che, a giudizio della Giunta, per famiglia deve intendersi la famiglia naturale e cioè l’unione tra un uomo e una donna aperta alla vita; e che le diverse forme di convivenza ed i diversi rapporti affettivi, pur meritevoli di rispetto, sono altra cosa rispetto alla famiglia naturale.

Nel dibattito, a favore dell’odg sono intervenuti Giovanazzi (AT), Fasanelli (PT), Viola (PT) e Civettini (Lega), sottolineando che la discriminazione va evitata per tutti, anche alla famiglia fondata sul matrimonio prevista dalla Costituzione. Civettini e Fasanelli hanno richiamato il caso dell’insegnante dell’Istituto Sacro Cuore che pareva avesse perso il posto di lavoro per la propria omosessualità mentre era semplicemente scaduto il suo contratto con la scuola.

Il presidente Rossi è intervento per precisare che la volontà di portare avanti questo disegno di legge deriva dalle firme raccolte con una petizione popolare. “Se non ne discutessimo qui si arriverebbe al referendum”, ha aggiunto. “Inoltre il testo propone elementi che è giusto introdurre nel nostro ordinamento”. Rossi ha espresso l’auspicio di poterne ancora discutere con le minoranze, convinto che vi sia una via più intelligente di quella emersa finora per sbloccare la situazione e arrivare al voto.

Borga ha replicato ricordando il destino fallimentare di un altro disegno di legge di iniziativa popolare, in tema di democrazia diretta, che gli emendamenti presentati dalla Giunta hanno costretto l’aula del Consiglio a rinviare in commissione. Non sono quindi le firme raccolte con la petizione popolare si capisce per Borga perché questo disegno di legge sia diverso.

Anche Civettini ha replicato a Rossi ricordando le 2.500 firme raccolte per il mantenimento degli ospedali periferici e altre petizioni sottoscritte da migliaia di persone rimaste senza risposta. La maggioranza ha deciso di valorizzare la raccolta di firme per questo ddl anziché per altri interventi come ad esempio il lavoro. Per Filippo Degasperi (M5s), contrario all’ordine del giorno, “forse il ddl potrebbe porre rimedio al problema lamentato dalle minoranze attraverso la formazione dei docenti. Per Degasperi il paragone con il ddl di iniziativa popolare sulla democrazia diretta “stride un po’” perché gli emendamenti della Giunta non erano nemmeno stati condivisi da tutti i capigruppo.

Borga: ridurre il più possibile la spesa per attuare questa legge.

Discusso ma non votato (si va a domani) il quarto ordine del giorno (n. 7 sempre di Borga) discusso nel pomeriggio, che mira ad impegnare la Giunta a ridurre al minimo indispensabile il prelievo di risorse destinate alla scuola, alla sanità, dell’assistenza per attuare disegno di legge. Fasanelli (gruppo misto) ha chiesto di capire da dove verranno attinti i soldi per realizzare questa legge. E Giovanazzi (AT) ha ricordato che vi sarebbero altri problemi molto più seri da trattare come quelli riguardanti la sanità. Viola (PT) ha ricordato all’Upt un’interpellanza presentata nel marzo scorso in Parlamento da Dellai e altri deputati, che chiedeva conto delle pubblicazioni e delle spese dell’organismo ministeriale per promuovere gli orientamenti sessuali nella scuola italiana.

Il presidente Dorigatti ha sospeso la seduta alle 19.00 ricordando che i lavori riprendono domani alle 10.00. Prevista una riunione dei capigruppo per fare il punto della situazione e decidere il da farsi.

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