Dimissioni Cerea: il M5S vuole chiarezza

Alcune settimane fa il presidente di Cassa del Trentino ha infine deciso di dimettersi dal suo ruolo. Per chiarire la vicenda il Consigliere Degasperi aveva chiesto al rettore dell’Università di Trento di rendere pubblico il documento che autorizzava l’incarico oltre al parere dell’Avvocatura dello Stato correttamente richiesto dal prof. Collini.

La risposta dell’Università, come spiega lo stesso portavoce, lascia senza parole:«L’Università preferisce non mostrarci nulla perché non è obbligata a procedere in questo senso e quindi, in nome della trasparenza, sceglie di non farlo pur avendone la facoltà. Già qui ci sarebbe da discutere a lungo sulla disponibilità e la collaborazione mostrate verso chi vuol solo fare chiarezza su una vicenda ancora oscura in alcuni passaggi da parte di un’istituzione universitaria già ampiamente provincializzata. Voglio anche ricordare che con domani sarà passato un mese dal deposito della mia interrogazione nel merito della mancanza dell’autorizzazione all’ex presidente di Cassa del Trentino a ricoprire quel ruolo. Sempre a tema collaborazione e trasparenza ci si attenderebbe che le istituzioni provinciali rispondessero in tempi celeri, visto che la vicenda appare quanto meno delineata».

A sostenere l’attenzione per la trasparenza interviene dunque anche il Deputato Riccardo Fraccaro.

«Per spiegare la propria scelta – spiegano i 2 portavoce – l’ Università si riferisce ad un concetto di autorizzazione “subordinata” ad un successivo parere, che a noi non risulta esistere. O una nomina è autorizzata perché è legittima, o non lo è, punto. Non è che si può nominare, o prorogare qualcuno in attesa di un parere di terzi. Nel caso in questione l’Università sostiene di avere in un primo momento autorizzato la proroga di Cerea e solo in un secondo momento, sorti dei dubbi, di aver chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, “subordinando l’autorizzazione al pronunciamento del predetto Organo”. Questa procedura secondo noi non sta ne in cielo ne in terra e fa sorgere altri dubbi. Inoltre se l’interessato non poteva essere nominato al ruolo di Presidente di cassa del trentino si pone il problema della legittimità degli emolumenti da lui percepiti per il ruolo svolto! Per tutte queste ragioni dunque abbiamo deciso di fare un passo ulteriore».

Quale sia questa nuova mossa per fare finalmente luce sul caso delle dimissioni lo spiega direttamente Fraccaro:«Se l’Università di Trento (finanziata dalla Provincia) ritiene di non dover mostrare nulla ad un Consigliere Provinciale vedremo se farà lo stesso con un Deputato della Repubblica. Ho infatti presentato un’istanza di accesso agli atti oltre che un’interrogazione parlamentare».

Il M5S non molla la presa per far tornare le istituzioni luoghi di cui gli italiani possano tornare ad andare fieri.

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