LEGA NORD TRENTINO: “POLITICA INDUSTRIALE TRENTINA: SCAPPANO LE IMPRESE?”

“Non è solo un problema di sindacato. Non è chiara nemmeno la politica industriale della Provincia”. Con queste parole Giulio Bonazzi, presidente e amministratore delegato di Aquafil, descrive l’attuale situazione di stasi delle scelte dell’impresa per la presenza futura in Trentino, che rischiano di mettere in dubbio investimenti annuali di circa 4-5 milioni di Euro. E il richiamo forte alla politica industriale provinciale avviene il giorno dopo in cui lo stesso Bonazzi ha ammesso di essere stato “scaricato” dal Presidente Rossi che gli ha rinviato un appuntamento agostano a inizio settembre, dopo le ferie.

“Se questo è il clima che si respira nei rapporti tra una delle più importanti imprese presenti in Trentino e la giunta provinciale, non ci stupiremmo se da qui a qualche anno Aquafil compisse le stesse scelte di Whirlpool, che ha preferito investire in Lombardia e non in Trentino per cause ancora sconosciute, o di Subaru che anch’essa si è spostata in territorio lombardo abbandonando la Vallagarina. Imprese sane che lasciano il Trentino preferendo altri lidi, smentendo quel luogo comune che descrive il nostro territorio come calamita di capitali che provengono da fuori regione, grazie alle virtù e disponibilità finanziarie della Autonomia speciale.” È questo quanto affermato dal Segretario della Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti.

“Probabilmente – continua Fugatti – è finito il tempo in cui le imprese rimangono in Trentino “a prescindere”, e quindi oggi nulla va sottovalutato nei rapporti industriali e nella politica industriale provinciale. Assistere invece ad un’impresa che dichiara di non sapere se investire o meno in Trentino perchè è poco chiara proprio la politica industriale della Provincia, vuol dire che qualcosa non funziona nei meccanismi di coordinamento tra la Provincia e le realtà industriali trentine. Forse allora è meglio qualche chiarimento in più, anche se agostano, con gli imprenditori trentini, rispetto al rischio di un’altra impresa che non investe più nel nostro territorio.”

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