M5S TRENTINO SU PRESIDENZA FONDAZIONE BRUNO KESSLER

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa del M5S a nome di Filippo Degasperi sulla presidenza della Fondazione Bruno Kessler.
In questi giorni si assiste ad un appassionante dibattito sulla ricerca e sulla presunta mancanza di strategie da parte della Giunta.
Nonostante i contributi offerti da intellettuali ed accademici, il Presidente e i suoi Assessori sembrano intenzionati a tirare diritto, come è ormai usanza, con le solite nomine politiche frutto dell’applicazione in salsa trentina del vecchio metodo Cencelli.
Senza seguire la procedura ordinaria prevista dalla legge provinciale, usando lo stile Curva Sud, gli animi dei partiti di maggioranza e della Giunta si sono accesi per il professor Profumo, scontato successore di Egidi. Il tifo si è scaldato ben prima della scadenza dei termini per la presentazione delle candidature secondo le previsioni dalla Legge 10.
E’ imbarazzante per l’immagine del Trentino la constatazione del professor Decarli apparsa sulla stampa: “Pensavo che il decisore avrebbe avviato una discussione e invece siamo stati di fronte a una semplice transazione politica: questa vicenda ha dimostrato a tutti che era indifferente chi faceva domanda“.
Quella di Decarli, professore ordinario all’Università di Milano e direttore di un dipartimento e di una fondazione di ricerca contro i tumori, è stata un’autocandidatura senza sponsor politici nel puro spirito di passione e dedizione per la ricerca. Contemporaneamente il Presidente Rossi e l’Assessora Ferrari correvano a Roma a corteggiare l’ex ministro Profumo cui non sono mancati gli incarichi (la presidenza di Iren, holding multiutility quotata in Borsa, oltre a poltrone in Telecom Italia, Pirelli, Sole 24 Ore, Fidia spa Unicredit Private Bank) che difficilmente si possono conciliare con un ruolo a tempo pieno come quella di presidente di una Fondazione che deve ripartire da zero. Di certo in Trentino i grandi nomi hanno sempre attirato gli amministratori locali che, dimostrando tutto il loro provincialismo, hanno sempre preferito il marketing ai risultati.
Il profilo del trentino Decarli non è inferiore a quello dell’ex ministro del Governo Monti. Si potrebbe coniugare con il lavoro di ricercatori di alto livello giunti recentemente a Trento come testimonia il caso di Andrea Lunardi, biologo da “1 milione di dollari”, appena arrivato al Centro di Biologia Integrata dell’Università. Da non trascurare nemmeno l’attesa ascesa delle ricerche basate sul connubio fisica e medicina su cui la PAT dovrebbe giocoforza puntare pena il fallimento del progetto di protonterapia.
Di certo non ci illudiamo che ciò conti effettivamente, dato che per la Giunta l’obiettivo della presidenza FBK sembra non essere la ricerca ma l’acquisizione di finanziamenti per dare sollievo alle esauste casse provinciali. E in questo l’ex ministro Francesco, fratello del banchiere Alessandro, ex Ad di Unicredit e oggi al vertice di Monte Paschi, può garantire qualche entrata in più.
Forse sarebbe necessario ricordare che la nomina di Fabiola Gianotti al CERN di Ginevra serve proprio a promuovere, oltre alla meritocrazia, la ricerca che ottiene risultati. Se qualche risultato calasse anche dalla collina est di Trento, i finanziamenti seguirebbero spontaneamente, senza bisogno di pensare all’attivazione di reti familiari. E a questo proposito sorge spontaneo chiedersi quanti brevetti abbia depositato dalla sua nascita la lussuosa Fondazione Bruno Kessler.

Filippo Degasperi
MoVimento 5 Stelle

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*