Pedergnana e le foto con il Saluto Romano: dopo la maretta, le dimissioni

Sono passati 5 giorni dalla sua elezione e Carlo Pedergnana lascia il suo posto per delle foto scattate in giovane età, militante in AN, mostrava la foto del Duce, in un momento di festa la baciava facendo il saluto romano. Le foto sono finite in mano alla stampa, lo scandalo, se di scandalo si potesse parlare, lo ha travolto. Ecco le sue dimissioni immediate.

“L’Ufficio politico del PATT, riunitosi oggi pomeriggio, ha accolto le dimissioni irrevocabili di Carlo Pedergnana da Presidente del Partito. La vicepresidente Linda Tamanini assume pro-tempore gli incarichi e le prerogative spettanti al Presidente. Tutti i membri dell’Ufficio politico ringraziano Carlo Pedergnana, persona onesta, umile, generosa e rispettabile, il quale, con questa sua decisione, ha dimostrato sensibilità e rispetto per una comunità politica che, non a caso, lo aveva scelto come massima figura di garanzia.

Esprimiamo piena fiducia e solidarietà, vicinanza, amicizia a Carlo, consapevoli che il suo attuale impegno politico è cosa ben diversa da alcune immagini del suo passato, peraltro appartenenti a situazioni del tutto private. Apprezziamo pertanto la sua decisione, poiché mossa dal senso di responsabilità di non esporre il Partito, appena uscito da una lunga fase congressuale, a polemiche e attacchi che, in taluni casi, appaiono del tutto pretestuosi e strumentali.

Per queste ragioni l’Ufficio politico esprime anche preoccupazione per alcuni segnali che, purtroppo, anche in Trentino cominciano a manifestarsi, relativi al modo di intendere la disputa politica: i dossieraggi, le calunnie artatamente costruite per essere spacciate via web, gli schizzi di fango sulla reputazione delle persone.Il PATT rivendica il suo impegno all’affermazione di una politica alla luce del sole, assieme ai cittadini, come passione nell’interesse e per la crescita di una comunità. La politica è confronto che talvolta ha il diritto d’essere anche aspro. Ma non deve mai degenerare in una vicenda personalistica che costituisce il piano inclinato su cui, alla lunga, si afferma la peggiore politica, quella degli avvoltoi che credono di poter costruire il loro consenso sulla pelle degli altri.

Il PATT si sente attivamente impegnato per scongiurare questa deriva, forte del conforto della stragrande maggioranza dei cittadini e dell’opinione pubblica, che chiedono alla politica trentina e nazionale, proposte e soluzioni, idee e valori.
Nel rinnovare pertanto il nostro ringraziamento a Carlo Pedergnana, l’ufficio politico è certo che Linda Tamanini saprà svolgere anche il nuovo ruolo con quella capacità e determinazione che da sempre la contraddistinguono.  Comunicato alla Stampa PATT”

Ma il saluto alla romana in Italia è ancora reato? Sì, no, forse, ma anche no. Si riassume in questo il problema: a seconda delle situazioni il saluto romano può essere un motivo di accusa. Secondo la Cassazione non è più reato, da tempo depenalizzato. Postiamo quindi una serie di saluti romani illustri, per dare un controsaluto al buon cuore di Carlo Pedergnana, “fatto fuori” come si dice in gergo, per un motivo tutto sommato banale.

Quando è reato il saluto romano? Ci sono, effettivamente, dei contesti, in cui è ancora ritenuto reato: nei casi di assembramento a scopo politico, manifestazioni, gruppi che richiamano i fasci littori e che si radunano per motivi di apologia, ma i casi sono rari e la libertà di espressione è una delle conquiste di questo secolo, ottenuta con grande fatica.

Il Saluto romano non è reato in contesti privati, allo stadio, qualora non sia legato ad attività politica, ma specialmente il saluto romano è una di quelle zone color grigio su cui si testa la democrazia, può costare 250 euro di ammenda e 3 mesi di carcere, come può non costare nulla. In questo caso è costato le dimissioni di Pedergnana. Eppure la giurisprudenza è chiara, in merito, si applica nel caso di “discriminazione razziale, istigazione alla violenza, e similari” secondo il D.lgs.  16.03.2015 n° 28 che si rifà alla legge del 2014, essendo peraltro un fatto antecedente più di 10 anni in un contesto privato, ricadrebbe nel nulla.

In Trentino la libertà di espressione è ancora valida? O siamo autonomamente in regime di censura? Insomma, attenzione a non ammalarvi di “fascite” perché il Trentino non perdona (MC).