RAIMONDO FRAU E I PREMI PER L’AZIENDA SANITARIA TRENTINA

“Le agenzie riferiscono del premio da 22.000 euro destinati al direttore dell’Azienda sanitaria trentina per aver conseguito ottimi risultati nella gestione 2012. Un compenso corrispondente allo stipendio di un operaio/impiegato medio, al quale sommare quanto destinato al resto del management. Dal Direttore generale ai componenti del consiglio direttivo etc. etc..”. Questo quanto affermato dal dirigente regionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, in merito ai premi ottenuti nell’Agenzia Sanitaria trentina.

“Tutto ovviamente lecito, specchiato e perfettamente deliberato. – continua Fra che ricorda anche che – alcune distonie sono più che evidenti.

La prima, banale se si vuole, è quella legata all’opportunità di aggiungere ai lauti stipendi dei burocrati della sanità pubblica così tanta generosa benevolenza in un periodo di così pesante crisi per le famiglie trentine. E solo per aver fatto il proprio dovere.

La seconda nota non perfettamente allineata, almeno sotto estetico generale, è quella che vede un così importante riconoscimento economico elargito dalla giunta presieduta dallo stesso Ugo Rossi che al tempo della gestione in esame, anno 2012, era assessore con delega proprio a quella sanità che Egli oggi premia.

La terza e non meno grave stonatura la si rinviene se si ha la pazienza di spulciare fra la composizione del punteggio che così tanta generosità ha fatto scaturire. Ebbene sugli 80,25 punti assegnati ben 36 sono sotto la voce: “Punteggio assegnato dalla Giunta provinciale su proposta dell’Assessore per il periodo di riferimento”. Un piccolo aiutino (circa il 45% del valore totale) da parte dell’Assessore competente ai propri dirigenti? Quale l’obbiettività di un tal risultato se poi il 45% dello stesso è “assegnato su proposta”?”

Raimondo Frau quindi conclude affermando che “Ci si chiede come la cosa pubblica possa, ancor oggi, dopo gli scandali e i sordidi avvenimenti verificatisi anche nella nostra Provincia ed in un periodo così difficile come quello attuale, essere gestita con tanta disinvoltura e generosità mirata.

Si obbietterà che si devono rispettare i contratti stipulati, che la managerialità deve essere retribuita, che i risultati però ci sono e via blaterando. Facendo ricorso a nozioni di liberismo estremo e di management aziendale stile anni ’90. Ma la sostanza non cambia.

La morigeratezza del pubblico amministratore, la cura del buon padre di famiglia albergano nei cuori di molti, nei fatti di pochi.”

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