Riorganizzazione personale, M5S Trento: “Ennesimo rifiuto a trasparenza partecipazione”

“Ieri sera il Comune di Trento aveva la possibilità di rimediare almeno in parte alla grave e cronica mancanza di trasparenza che lo affligge, ma tutto si è concluso nel peggiore dei modi: un’altra occasione persa”. Così in una nota i Consiglieri comunali a Trento del M5S Paolo Negroni, Andrea Maschio e Marco Santini.

“Eravamo pronti a votare a favore della delibera sulla riorganizzazione del personale se fosse stato accolto in nostro emendamento all’articolo 129. Un emendamento di merito che mirava, tramite sorteggio, a coinvolgere la cittadinanza nella selezione degli esperti chiamati a valutare i dipendenti del Comune”, spiegano. “Un passaggio di grande valore politico e partecipativo, in quanto si sarebbero coinvolti nel processo di selezione i cittadini, che con le loro istanze e i loro bisogni concreti avrebbero assicurato nella scelta del nucleo di valutazione quella neutralità e terzietà che la Giunta o il Consiglio non saranno mai in grado di garantire, essendo per loro natura sottomessi a logiche partitiche e a meccanismi distorsivi per l’autoconservazione delle cariche”.

“La nostra proposta – aggiungono i Consiglieri pentastellati – avrebbe invece permesso di instaurare nel medio-lungo termine un processo virtuoso sul benessere del personale, sulla produttività e in ultima istanza sulla qualità dei servizi pubblici erogati. Ieri sera, invece, il Comune di Trento ha confermato di non voler rinunciare alle logiche oligarchiche sulla selezione del personale, dimostrandosi avverso a qualsiasi proposta capace di avvicinare i cittadini alla vita politica“.

Gli esponenti M5S proseguono: “Gravissimo, inoltre, il fatto che la delibera abbia accorpato Edilizia pubblica e privata, che saranno gestite da un unico dirigente, una scelta che non aiuterà per nulla il comparto privato a risollevarsi dalla grave crisi in cui versa”.

Ancor più grave l’accorpamento di Urbanistica e Ambiente, peraltro dopo aver già tolto l’assessorato Ambiente e aver accorpato pure quello, perché svilisce la disciplina ambientale in un contesto, quello trentino, dove questa dovrebbe rivestire un’importanza di prim’ordine”, concludono Negroni, Maschio e Santini.