Segnaletica per ciclisti sui passi alpini: Claudio Cia interroga la Provincia di Trento

​Una nuova e attrattiva segnaletica per ciclisti sui passi alpini del Trentino è il tema di una nuova interrogazione del consigliere provinciale Claudio Cia.

Poche settimane fa è stato infatti presentato il progetto “Grandi salite del Trentino”, ideato da Accademia della Montagna e da Trentino Marketing per far conoscere le montagne trentine utilizzando la bicicletta. Il progetto prevede che 20 grandi salite del nostro territorio vengano segnalate e valorizzate attraverso la predisposizione di cartelloni e segnali di minori dimensioni ad ogni chilometro con informazioni su lunghezza, dislivello, pendenze, ecc…

Fin qui tutto bene, sennonché il consigliere Cia ha evidenziato una singolare coincidenza, ovvero che nel corso del 2012 un privato cittadino della Valsugana aveva già presentato una proposta del tutto simile e che era stata portata formalmente all’attenzione della Provincia anche attraverso un’interrogazione nella precedente consiliatura. L’allora Vicepresidente facente funzioni Alberto Pacher rispondeva che vi era già un progetto elaborato dalla Provincia, ma che era in sospeso per mancanza di risorse economiche.

A seguito di tale risposta, il cittadino promotore della proposta comunicava la propria disponibilità “a finanziare la cartellonistica del passo del Manghen con finanziamenti privati anche personali”, ma la proposta e la disponibilità ad assumerne gli oneri finanziari non ebbero alcun riscontro da parte dell’Amministrazione provinciale, quella stessa Amministrazione che oggi presenta il proprio progetto, per il quale evidentemente ha ora reperito le necessarie risorse.

Così Claudio Cia chiede perché a suo tempo non venne accolta la proposta, senza oneri per l’ente pubblico, relativa al passo del Manghen e quali siano i costi sostenuti e che saranno sostenuti dalla Provincia per realizzare il progetto “Grandi Salite del Trentino”. Vengono chiesti inoltre chiarimenti su chi e come si occuperà della manutenzione, infatti la proposta senza “imprimatur” provinciale prevedeva di valorizzare la disponibilità di associazioni di cicloamatori, che per ogni passo alpino si sarebbero occupati di rimuovere la segnaletica prima della chiusura dei passi, così come per il loro riposizionamento.

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