Sicurezza: corteo tra Lega, FI, Agire e i dissidenti senza nome

Lega Nord ha riunito ieri pomeriggio Forza Italia, Agire per il Trentino e Lista Civica in una manifestazione di protesta per la sicurezza trentina. Molti i trentini scesi in strada per dire basta alle bande di migranti che spacciano e rubano per le strade della città, all’immondizia e al degrado urbano, ma non solo.

Ci sono stati anche alcuni dissidenti, senza firma ma armati di voce e striscione: “La sicurezza non è politica di protezione“, scrivono sui loro cartelli. “Per riprenderci la vita, non resta che fare guerra alla guerra“. E poi denunciano lo sfruttamento della manodopera migrante, sotto minaccia perpetua della perdita dello status di rifugiato, nonché i ricatti coi quali si terrebbero gli immigrati in campi di detenzione (i CIE; Centri di Identificazione ed Espulsione). “Politica è ormai sinonimo di polizia. […] Limitare la libertà di tutti, dare la caccia ai poveri, consegnare le città alle multinazionali, ai padroni, ai bottegai e ai turisti.” Critiche anche per i DASPO (i provvedimenti di divieto d’accesso ad alcune zone della città), visti come una limitazione della libertà del cittadino di stazionare dove vuole. Una sola la linea comune ai manifestanti, quella contro il sindaco – sebbene i dissidenti siano contro qualsiasi sindaco. Come reagire a tutto ciò? Secondo loro sarebbe necessario poco. Occupare le case, ad esempio, […] può essere una pratica per ricreare una solidarietà tra sfruttati e rendere incontrollabili i quartieri.” “E poi l’oppressione ha nome e indirizzo. Sappiamo chi vuole e trae profitto da queste infami politiche di Sicurezza. […] Facciamo loro capire che la Sicurezza non può essere un buon affare

Qualche esponente della Lega ha coraggiosamente provato a rispondere agli insulti lanciati dal piccolo manipolo di protesta, senza però accendere alcuno scontro, probabilmente intimoriti dai poliziotti in tenuta antisommossa tra i due schieramenti.

Hanno comunque espresso liberamente la propria opinone riguardo alla sicurezza i vari esponenti dei partiti politici rappresentati nel corteo.

Maurizio Fugatti, consigliere provinciale di Lega Nord, si è soffermato sulla necessità di prendere provvedimenti forti in città e nel Parlamento. “Non servono le leggi votate partito autonomista come la svuotacarceri, la liberalizzazione dello spaccio e leggi per i profughi” ha detto. “Le forze dell’ordine devono poter pulire il territorio. Oggi abbiamo vinto una scommessa: Trento ha avuto il coraggio di metterci la faccia. ” Ha inoltre comunicato di aver invitato tutti al corteo, compresi il sindaco Andreatta ed il partito autonomista, che però non si sono presentati. Bruna Giuliani, consigliera comunale della Lega, ha aggiunto: “In una cittadina di 115mila abitanti non possono succedere atteggiamenti criminali da città metropolitane.

Giacomo Bezzi, consigliere provinciale di Forza Italia, ha evidenziato soprattutto la necessità di mandare a casa il sindaco per cambiare la politica di sinistra e dare segnali precisi. “Le forze dell’ordine” ha precisato, “devono sentire che i politici e i cittadini li sostengono e non sentirsi minacciati“. Anche Cristian Zanetti, consigliere comunale di Forza Italia, ha sottolineato che “senza sicurezza si privano le persone della propria libertà”, ed invece “il sindaco ci porta allo sbando, visto che senza sicurezza non ci sono aziende e non si ha sviluppo.” Ha concluso ribadendo la necessità di avere il coraggio di arrestare questi criminali.

Claudio Cia, consigliere provinciale e capogruppo di Agire per il Trentino, trova che la soluzione sia “evitare di lamentarsi, quando poi alle maifestazioni non si ha il coraggio di scendere in piazza. Bisogna manifestare la propria esasperazione, e non aver paura di chiedere che questa città sia restituita ai suoi cittadini. Se iniziamo a pensare di recintare i luoghi importanti per difenderci, signidica che ha vinto la violenza”.

Il corteo, partito da piazza Leonardo da Vinci, si è animato in cori come “Andreatta vai a casa” e “Degrado, ingiustizia: fuori da Trento l’immondizia”, per poi sciogliersi in piazza Fiera, dopo una rapida tavola rotonda dei leader attorniati dai propri sostenitori. Una rapida manifestazione, durata poco più di un’ora, che si spera possa muovere le acque, ma per ora non garantisce nulla.

Di Silvia Vazzana