Tassullo Spa in crisi, Lega Nord: “Ennesimo fallimento della Giunta e del PATT”

“L’azienda nonesa, in attesa dell’udienza sul fallimento rinviata al 30 giugno, mette all’asta, oltre a macchinari, dipendenti, stabilimenti e attrezzatture, anche le grotte ipogee. Un progetto, quest’ultimo, che a detta di molti, avrebbe dovuto comportare soltanto benefici positivi per la società mentre in realtà pare essere stata la stoccata finale. La crisi del settore edile sommata ad investimenti errati (tra cui quello di Bucarest) e quelli legati all’ipogeo, più il debito complessivo che ammonterebbe a più di 50 mln non potevano che condurre alla situazione odierna; situazione che però ricadrebbe pesantemente sul futuro degli operai, degli azionisti e dei fornitori”. Così in una nota il Segretario nazionale della Lega Nord Trentino Maurizio Fugatti e la Segretaria della sezione Val di Non-Sole Giulia Zanotelli.

“Già nel giugno 2014 e nel gennaio 2015 la Lega Nord aveva presentato all’Assessorato competente numerosi quesiti (interrogazioni n.596/XV e n.1204/XV) sia sulla situazione economica di Tassullo Spa sia sul progetto delle celle ipogee: oltre a glorificare quest’ultimo, da parte dell’assessorato competente non venivano però forniti dati in merito al debito complessivo della società e della reale gravità finanziaria dell’azienda lasciando il tutto nel vago “…si sono riscontrati dei ritardi e dilazioni di pagamenti di fatture..in ordine a ritardi nella corresponsione degli stipendi ai dipendenti della Tassullo Materiali Spa non risulta nessuna evidenza in tal senso…””, spiegano i Segretari leghisti. “Ci si chiede quindi per quale motivo tutta questa fretta di investire nel progetto delle celle ipogee quando già la situazione economica dell’azienda era in bilico; e conseguentemente, considerato il contributo concesso dalla Provincia pari a 2.227.880 Euro (su una spesa del progetto ammessa a finanziamento pari a 5.569.700 Euro) per l’acquisto della struttura ipogea e la realizzazione degli impianti di frigoconservazione per le dodici celle, se non fosse stato più opportuno destinarli per investimenti realmente efficienti della struttura produttiva”.

“Come sempre invece si punta a progetti faraonici (i cui risultati della sperimentazione ad oggi non sono ancora stati resi noti – anche se, da alcune voci, non parrebbero positivi) mentre si lascia in ginocchio un’importante realtà per la Valle di Non. 90 famiglie in difficoltà, 750 creditori e 591 soci tra piccoli azionisti, famiglie locali, lavoratori ed ex lavoratori che potrebbero vedere andare in fumo i loro risparmi. E la Provincia, visti i danni che finora ha fatto con l’intervento provinciale, ora cosa farà? E quali sono ora, alla luce dei fatti, le intenzioni di Melinda?”, continuano Fugatti e Zanotelli, concludendo: “Di certo c’è che le scelte amministrative ed industriali clientelari operate finora dalla Giunta provinciale e dal PATT sono state un fallimento”.

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