Ex-Sloi: il M5S propone bonifica con la canapa, come all’Ilva

“Negli ultimi decenni si è sempre parlato della necessità di bonificare le aree di Trento nord. Spesso se ne è parlato per giorni consecutivi per poi dimenticare l’argomento per mesi o anni. Di fatto il problema bonifica rimane un argomento irrisolto. Si è recentemente dato via libera al processo di bonifica delle rogge che avrà i suoi bei problemi ad essere realizzato e quanto proposto per la bonifica dei terreni prevede investimenti cospicui se non impossibili da raggiungere e potrebbe causare più danni che benefici. Negli ultimi anni, sia a livello internazionale che nazionale, si è introdotto un nuovo sistema di bonifica che pare avere ottime possibilità di successo: il fitorisanamento e la fitorimediazione”. Così in una nota i Consiglieri comunali a Trento del M5S Paolo Negroni, Andrea Maschio e Marco Santini.

“Dai primi anni del 2000 i ricercatori di alcune Università italiane, finanziate dal MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca), stanno mettendo a punto nuove importanti tecniche in questi campi, che paiono rappresentare un’alternativa davvero importante per il futuro delle zone soggette ad inquinamento industriale”, continua la nota. “Una delle piante utilizzate a tale scopo è la canapa che attualmente è impiegata per un progetto pilota sui terreni contaminati dalle emissioni dell’Ilva nel tarantino”.

“La canapa è una pianta tollerante ai metalli pesanti, con radici resistenti e una forte capacità di acclimatamento. Queste caratteristiche la rendono un candidato chiave per approcci di fitorisanamento. Si tratta, questa, di una delle tante ricerche presenti a livello internazionale che confermano il potere bonificante della cannabis, attraverso questo processo di assorbimento e detossificazione dei materiali inquinanti”, spiegano i Consiglieri pentastellati trentini. “I benefici dati dall’uso del fitorisanamento sono molteplici: innanzitutto è una tecnica a basso impatto ambientale e a bassissimo costo, specialmente se lo si paragona ai metodi canonici di bonifica del territorio, che prevedono sbancamento del terreno inquinato, trasporto di tonnellate di materiale, oltre che il costo di smaltimento. La fitobonifica comporta anche un incremento della fertilità del suolo, un’azione di contrasto alla desertificazione e deforestazione, e un’azione di cattura e sequestro di anidride carbonica”.

“La canapa, inoltre, cresce in fretta raggiungendo la piena maturazione in 180 giorni e si adatta a qualsiasi clima. Ma ciò che la rende un eccellente rimedio rispetto alle altre specie vegetali utilizzate per lo stesso scopo, è la sua straordinaria capacità di assorbimento degli inquinanti del terreno come i metalli pesanti, inquinanti organici e la capacità di assorbimento della CO2 dall’aria”, aggiungono Negroni, Maschio e Santini. “Al fine di iniziare ad occuparci in maniera reale e non solo teorica della bonifica dei terreni di Trento nord, la nostra proposta è quella di attivare un progetto di bonifica dei terreni con tale sistema, monitorando i terreni, le falde e le piante almeno per tre cicli vegetativi”.

Gli esponenti comunali del M5S concludono: “Qualora le piante sfalciate avessero buone caratteristiche si potrebbero inoltre conferire per il loro utilizzo industriale o tessile abbattendo ulteriormente i costi dell’intervento”.

[Photocredit www.trentino-suedtirol.ilfatto24ore.it]