Sanità pubblica addio? Per molti italiani i costi sono divenuti insostenibili

I costi delle prestazioni e dei farmaci risultano sempre più insostenibili per una parte crescente dei cittadini presenti nel nostro paese.

Nel 2016, infatti, oltre 12 milioni di italiani e 5 milioni di famiglie hanno dovuto limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per motivazioni di tipo economico (Nuovo report del Banco Farmaceutico). Anche le liste di attesa, così come sottolineato da Il Fatto Quotidiano, sono diventate ormai uno strumento per selezionare la domanda di cura e per ostacolare l’accesso delle prestazioni. Ben 13,5 mln di persone ricorrono alle raccomandazioni per saltare le liste d’attesa (Censis).

Per questo motivo, anche secondo ciò che afferma Federconsumatori, si rende sempre più urgente disporre politiche e risorse necessarie per superare le disuguaglianze nell’accesso ai servizi e alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.

In particolare è fondamentale investire risorse e competenze sulla qualità e la tempestività delle prestazioni.

Proprio in relazione alle risorse da destinare al comparto sanitario, la Federconsumatori ha scritto alla Presidenza del Consiglio, ai Ministeri della Salute e dell’Economia, nonché a tutti i gruppi parlamentari, per richiamare l’attenzione su questo delicato tema, ribadendo:

– la necessità e l’urgenza di rispondere alla crescente domanda di servizi e prestazioni, di garantirne la qualità e l’efficacia con investimenti adeguati e politiche mirate.

– l’obiettivo di mettere in atto politiche e interventi per ridurre le difficoltà di accesso a prevenzione e cura. Ma, in relazione alla discussione sul nuovo DEF, i tagli e le contrazioni alla Sanità sembrano perpetuare: sulla base dei dati anticipati dal Governo nei giorni scorsi si apprende che l’incidenza della spesa sanitaria, in rapporto al prodotto interno lordo (PIL) è destinata a scendere ancoraper arrivare, progressivamente, a quota 6.3% nel 2020.