ALESSANDRO URZI’ DONA ALLA RICERCA CONTRO LA SLA

Alessandro Urzì, Consigliere Provinciale per Alto Adige nel Cuore, ha risposto all’annuncio fatto dal nostro editore,Raimondo Frau, in merito alla lotta contro la SLA. Oltre a destinare un contributo alla ricerca si è mostrato disponibile a fare volontariato presso quelle famiglie che hanno al loro interno malati di questa orrenda malattia. Il consigliere avverte anche che:  “Temo invece che questa catena di Sant’Antonio sia diventata un fenomeno sociale, di massa, dei video divertenti su cui sorridere, in alcuni casi, o su cui costruire un po’ la propria immagine pubblica, come ha fatto non a caso il Premier Renzi che non è secondo a nessuno nell’arte dell’apparire e nel non essere.

Preferirei più azioni di governo incisive a sostegno di chi non può permettersi di tenere un malato a casa, e qualche secchio di acqua (forse) fredda in meno.” A voi il comunicato.

E’ stato per me un onore ed un piacere essere chiamato dal collega ed amico Raimondo Frau a partecipare alla campagna nazionale di sensibilizzazione sulla Sla.

Ovviamente raccolgo, con il pensiero sinceramente solidale verso coloro che sono afflitti da questa malattia, l’appello e provvedo a dare un mio contributo alla causa della ricerca. Non mi rovescerò però, e con convinzione, alcun secchio d’acqua addosso. Non lo farò perché ormai temo che l’esperienza sia stata trasformata in un momento su cui sorridere, grazie anche al web ed i social network, perdendo tutta la forte carica emotiva dell’inizio. Vanno bene i simboli, ma non sarà mai un brivido di un secondo (se poi questi brividi sono autenticamente sinceri, verrebbe da dire, guardando più di un video fra i tanti in rete) a dare il senso, forte e autentico del dramma della malattia.

Per essere chiari non intendo sottrarmi alle prove. E lo faccio offrendo sin d’ora la mia disponibilità, per il tempo necessario, una volta al mese, come volontario al fianco di un qualunque malato, per fare quello che potrò, che sarò in grado di fare, per sostenere la famiglia. Dai lavori di casa alla spesa, per finire all’assistenza personale che potrò e sarò in grado di offrire.

Temo invece che questa catena di Sant’Antonio sia diventata un fenomeno sociale, di massa, dei video divertenti su cui sorridere, in alcuni casi, o su cui costruire un po’ la propria immagine pubblica, come ha fatto non a caso il Premier Renzi che non è secondo a nessuno nell’arte dell’apparire e nel non essere.

Preferirei più azioni di governo incisive a sostegno di chi non può permettersi di tenere un malato a casa, e qualche secchio di acqua (forse) fredda in meno.

Io l’acqua la risparmio ma il mio tempo lo metto sin d’ora a disposizione, sinceramente, con tanto dolore per chi il dolore sa cosa è. Ringrazio con altrettanta sincerità lo stimatissimo collega Frau. Credo in questo modo di avere accolto il suo cortese e apprezzato appello.

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuore

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