Baratter (PATT) interroga sul “Ritardo erogazione HPV–TEST” Papillomavirus, in APSS

“Numerose donne mi hanno fatto presente, in occasione delle mie iniziative pubbliche, che nella nostra Provincia, ad oggi, non possono sottoporsi al HPV-Test. Preme ricordare – ha scritto questa sera sul suo profilo di facebook Lorenzo Baratter – l’impegno del Professor Dalla Palma, attualmente in pensione, ma in precedenza direttore della Struttura complessa di anatomia ed istologia patologica dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, che è stato tra i promotori della validità di questo test nella diagnosi precoce delle infezioni dell’apparato genitale femminile provocate da HPV; purtroppo nonostante siano passati anni attualmente la PAT non eroga tale test ed è in grave ritardo rispetto a quasi tutte le altre regioni italiane, questo impedisce di fatto donne trentine di poter usufruire di un esame previsto dalla normativa LEA che salvaguardia la loro salute. Per farsi un quadro completo in merito alle dimensioni sanitarie del problema si può consultare, ad esempio, il sito internet del “Centro Multispecialistico HPV Papillomavirus e patologie correlate” dove si possono leggere molti punti riguardanti le patologie HPV correlate e capire la gravità del problema.”

“La Provincia Autonoma di Trento è già intervenuta in materia con la delibera 1173 del 14/7/2014 “Attività di prevenzione collettiva e programmi organizzati di diagnosi precoce nell’ambito del Servizio Sanitario Provinciale. Adeguamento delle modalità di screening per la diagnosi precoce del carcinoma del collo dell’utero” nella quale si diceva “considerato che l’introduzione anche nella nostra provincia di uno screening molecolare per la presenza del Papillomavirus Umano (HPV) come test di primo livello per le donne iscritte al Servizio Sanitario Provinciale di età superiore ai 30 anni costituisce un notevole miglioramento dell’accuratezza diagnostica del carcinoma cervico-vaginale e dei suoi precursori” e “ ritenuto, quindi, con il presente provvedimento, di dare mandato all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di attivare le opportune iniziative per l’avvio della nuova modalità operativa” e con la quale si è deliberato quanto segue: di attivare, per le motivazioni esposte in premessa, le nuove modalità di screening per la diagnosi precoce del carcinoma del collo dell’utero e la connessa esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria a beneficio dei soggetti coinvolti, secondo le indicazioni e le modalità stabilite e descritte in premessa e la cui organizzazione è in capo alla Azienda provinciale per i servizi sanitari; di demandare all’Azienda provinciale per i servizi sanitari la costante verifica in ordine all’appropriatezza ed efficacia delle attività di prevenzione collettiva sull’andamento – in termini di erogazione e di esito sulla salute della popolazione interessata – delle attività di diagnosi precoce del carcinoma del collo dell’utero rispetto alle quali deve essere trasmesso, annualmente, al competente Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza, specifico rapporto; di demandare all’Azienda provinciale per i servizi sanitari la costante verifica dell’impatto economico della nuova modalità di screening; di trasmettere il presente provvedimento all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per tutti i necessari adempimenti di competenza.”

In merito è stato approvato il piano nazionale per la prevenzione 2014-2018 (Delibera di Giunta n° 1077 del 29/6/2015) non ché il “Programma provinciale di gestione della prevenzione oncologica primaria in ambito ginecologico con introduzione del test HPV-DNA per lo screening dei tumori della cervice uterina”.

“Nonostante questo – sostiene Baratter – dopo oltre due anni dalla delibera della giunta provinciale 1173 del 14/7/2014, il test HPV non viene erogato nella provincia di Trento nonostante la struttura semplice “U.O. multizonale di anatomia patologica (screening provinciale e percorso diagnostico per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina)” sia dotata della strumentazione tecnologica all’avanguardia per l’esecuzione di tale test. E’ evidente il profondo disappunto delle donne trentine nel subire tale situazione anche considerato che le nuove conoscenze sugli eventi patologici provocato dall’HPV impongono un impegno straordinario per accelerare dell’erogazione di tale HPV TEST al fine di prevenire le malattie legate a tali virus e anche sapendo che in altre regione l’erogazione dell’HPV TEST è già stata da tempo attuata. E’ altrettanto evidente che se da un lato la Giunta provinciale e l’Assessorato competente abbiano fatto e deliberato quanto di competenza ci siano state poi delle carenze sull’attività organizzativa per l’attuazione dell’erogazione dell’HPV TEST da parte del preposto dipartimento di prevenzione dell’APSS, a tutt’oggi infatti non si è ancora stabilita la data in cui finalmente tale test potrà essere erogato nel rispetto delle linee guide stabilita dalla Giunta provinciale e dalla normativa nazionale.”

Fonte: Lorenzo Baratter facebook