BRASILE 2014: I MONDIALI DEL “CHI VA LA'”

I Mondiali di Calcio Brasile 2014 si riempiono di piccoli fatti che li rendono più umani: la settimana scorsa a fare il giro del mondo sono state le diverse immagini scattate tra gli artisti di strada, che hanno denunciato la povertà delle favelas, in netto contrasto con i soldi usati per i mondiali di calcio, per la manutenzione e la costruzione di strutture e servizi. Tuttavia lo ricordiamo, se i Mondiali 2014 non fossero stati organizzati in Brasile avrebbero avuto lo stesso costo anche in una nazione già ricca, ad onor di cronaca, motivo per cui la ristrutturazione e gli investimenti sono comunque, nonostante la vergogna della povertà, un guadagno al netto per il Brasile (ndr).

Ma i problemi in questo caso sono per un certo verso, anche più delicati rispetto al solito: infatti sempre la settimana scorsa lo scandalo per le baby prostitute che sarebbero state organizzate in ranghi per soddisfare i turisti e i tifosi alla fine delle partite, chiaramente vendendo il loro corpo agli stranieri per via della “moda” del turismo sessuale.

Abbiamo visto ormai l’organizzazione dei Mondiali in tutto il pianeta, ma mai ci era capitato di sentire cose allarmanti come ad esempio questa: la Federazione internazionale delle associazioni calcistiche, la FIFA, ha messo in atto un programma di prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili, reso noto ufficialmente anche sul web, per i tifosi che andranno in Brasile e che potrebbero essere contagiati da malattie, sottolinea sempre la FIFA che le epidemie in questi casi sono all’ordine del giorno.

Ma non solo questo, anche le malattie più comuni, che rientrano nel piano di profilassi da viaggio, come ad esempio il tetano, la febbre gialla, l’epatite A e B, la dissenteria, vaccini e malattie infantili come la poliomelite, broncopolmonite, varicella, pertosse, oppure la malaria.

E ancora delle linee guida per l’uso di alcolici, droghe, per la presenza di delinquenza e di prostituzione, incidenti stradali e cattivi servizi, con raccomandazioni in sostanza ad essere sempre autosufficienti in tutto. Ma stiamo parlando di linee guida per tifosi che vanno ai mondiali o di indicazioni per dei soldati che vanno in guerra?

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