Vaccini in Trentino, Civettini: “Si anteponga l’informazione alla coercizione”

“Il Presidente della Giunta provinciale, sul controverso tema vaccini, cavalca il facile percorso di mero esecutore materiale delle disposizioni del Decreto Lorenzin. In questo modo, – si legge nella nota stampa del Cons. Claudio Civettini (Civica Trentina) – con un fare che nulla ha a che vedere con la gestione dell’Autonomia anche in ambito sanitario, egli mescola i doveri dei dirigenti scolastici con quelli che sono i doveri ma, soprattutto, i poteri dell’Azienda sanitaria, facendo una impropria commistione sulla gestione dei ruoli”.

“I dirigenti scolastici, infatti, – continua – risultano aver ben chiari i loro obblighi sulla gestione delle iscrizioni, mentre non è chiaro – anzi, per niente scontato – il loro potere di esclusione dei giovani non vaccinati, compito che semmai spetta all’Azienda sanitaria oppure al Presidente della Provincia stesso, che così si assumerebbe finalmente delle responsabilità in proposito”.

“A fronte di questo ieri, in Commissione, da un chiarimento che il sottoscritto ha sottoposto su questo tema al Presidente è nata un’accesa discussione sulla quale la censura è calata in modo incredibile, ma che comunque non cancella la piaggeria politica di costui rispetto alle decisioni dello Stato centrale, mentre in Alto Adige la linea politica su questo tema è stata ben diversa nella convinzione che i vaccini vadano sì effettuati ma previa adeguata informazione dei genitori, cosa che in Trentino, checché ne dica il Presidente, non si sta facendo”.

“Chiaro che il Presidente, permaloso qual è, non accetta critiche, ma noi siamo a sottoporle all’attenzione dei cittadini non certo a quel «piacere, Ugo Rossi», rimasto solo mero slogan, senza poi alcun percorso di effettiva comunicazione tra istituzioni e cittadini. Va altresì detto che, comunque, parte delle minoranze si è allineata al Decreto Lorenzin proponendo addirittura una mozione sull’obbligatorietà appunto dei vaccini, dimenticandosi che questa volta l’Europa è del tutto distante da questa linea, che non esiste Stato che preveda come obbligatori 12 distinti vaccini e che ogni Paese civile basa sull’informazione e non sulla coercizione i passaggi su temi così delicati come quello in questione”.

“Da ultimo ma non per importanza, – si legge in conclusione nella nota – rileva la completa e voluta ignavia politica sul tema dei vaccini agli extracomunitari, i quali sono all’origine di queste nuove situazioni di allarme che, per quella pelosa sensibilità del buonismo diffuso, si stanno manifestando, determinando grandi disagi nonché la fondata preoccupazione per la possibile ri-comparsa di malattie che nel nostro Paese erano state vinte non da anni, bensì da decenni”.