WELFARE DAY 2014. I TRENTINI PRIMI PER SPESA SANITARIA PRIVATA

Il 17 giugno si è tenuto a Roma presso Palazzo Colonna la IV edizione del Welfare Day, il tradizione evento annuale dedicato alla Sanità Integrativa. Quest’anno la partecipazione all’iniziativa ha visto più di 1.000 persone presenti, tra Rappresentanti delle Regioni, Parti Sociali, Fondi Sanitari e Aziende.

 

Sono sempre di più gli italiani che pagano di tasca propria le prestazioni sanitarie che il pubblico non riesce più a garantire. Nel 2013 la spesa sanitaria privata dei cittadini è stata pari a 26,9 miliardi di euro ed è aumentata del 3%, in termini reali, rispetto al 2007.  Nello stesso arco di tempo la spesa sanitaria pubblica è rimasta quasi ferma (+0,6%). In altri termini i cittadini sostengono ormai direttamente il 20% della propria spesa sanitaria con un costo annuo pro capite di quasi 445 euro.

“In quest’ottica – spiega Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di RBM Salute S.p.A., la prima Compagnia Assicurativa in Italia specializzata nel settore salute – la sanità integrativa potrebbe rappresentare una straordinaria risorsa integrando il livello di copertura garantito dal Sistema Sanitario Nazionale e riducendo le disuguaglianze che esistono in termini di capacità assistenziale tra le diverse Regioni.”

In base alla Ricerca RBM Salute-Censis, tuttavia, le forme di sanità integrativa in Italia “intermediano” attualmente solo il 13% della spesa privata (circa 4 miliardi di Euro annui), con un gap di copertura di oltre il 40% rispetto a quanto avviene negli altri Paesi europei. Inoltre  la sanità integrativa nel nostro Paese, benché coinvolga oltre il 16% degli italiani (quasi 10.5 milioni di assistiti), è quasi esclusivamente appannaggio del settore del lavoro dipendente ed è prevalentemente diffusa nelle Regioni del Nord Ovest e del Centro.

“Sulla base di tali evidenze – riprende Vecchietti – è nato, in collaborazione con Previmedical il più ampio network di strutture sanitarie convenzionate presente in Italia, il prodotto TUTTASALUTE!online® che ha l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti i cittadini, a prezzi accessibili, la sanità integrativa. Si tratta di una risposta efficace ai bisogni di copertura di molti cittadini non ancora protetti da una forma sanitaria integrativa, in linea con le tendenze già affermatesi negli altri Paesi europei nei quali il secondo pilastro sanitario è già una realtà”.

Dal quadro rassegnato dalla Ricerca emerge, pertanto, come il livello di tutela e di sostegno al reddito garantito alle famiglie è molto differenziato tra le diverse Regioni del nostro Paese. L’attuale assetto della sanità integrativa contribuisce in questo momento “paradossalmente” ad ampliare tali differenze. La sanità integrativa, infatti,  potrebbe rappresentare uno strumento ottimale per garantire la copertura di tali gap di copertura tra le diverse Regioni.

“Anche le Regioni – afferma Marco Vecchietti – potrebbero svolgere un ruolo molto importante nel campo dello sviluppo e della promozione di forme sanitarie integrative nel proprio territorio che siano finalizzate a favorire una maggiore omogeneità di tutele per tutti i cittadini italiani”.

Attualmente secondo i dati forniti dall’Anagrafe dei Fondi Sanitari Integrativi, istituita presso il Ministero della Salute, risultano attestati 276 Fondi Sanitari per un numero complessivo di circa 6 milioni di persone attualmente assistite da forme di sanità integrativa.Tuttavia, in base alla Ricerca RBM Salute-Censis,  l’intero settore della sanità integrativa è ben più esteso e conta oggi quasi 11.1 milioni di assistiti ovvero il 16,3% degli italiani.

La spesa sanitaria privata è fortemente connesse al reddito pro capite dei cittadini. Il Nord Est è l’area con un più elevato livello di spesa out of pocket pro capite; il Trentino Alto Adige è la prima Regione italiana per spesa sanitaria privata pro capite, con circa 739,00 euro per cittadino.

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