Alberto Pattini premiato con la STELLA DI PLATINO 2015

“Intingo la penna nell’inchiostro della natura” sono le parole di Alberto Pattini, che aprono a una lunga intervista concessa a Secolo Trentino.

Affido a te le mie aspirazioni
portami sui cristalli del sorriso,
fammi scappare dal labirinto dei dubbi,
illuminami con l’ultimo raggio di sole.

La “STELLA DI PLATINO alla carriera per alti meriti letterari” è un premio internazionale che è stato assegnato ad Alberto Pattini pochi giorni fa: autore di 26 libri di componimenti e poesie che vertono sull’amore, sulla natura, il sentimento per il territorio, per il Trentino, in particolare; un autore che ha riscoperto con un percorso intimistico profondo e travagliato l’essenza della vita e il senso dell’essere umani in un mondo che sta perdendo di vista la natura delle cose. Farmacista e politico ma specialmente poeta, scrittore, una di quelle persone che quando parlano della loro poesia si sanno commuovere e si illuminano in una dimensione che supera il comune modo di vedere la realtà, occhi poetici che sono collegati strettamente con il cuore.

“La molla per la mia attività di scrittore è partita con un impulso diretto senza mai avere l’idea di essere uno scrittore, infatti il mio primo libro l’ho intitolato “Pensieri di.. versi” non pensando alla poesia aulica che parte con presunzione di superiorità.” Emerge il chimico e il farmacista, la professione di Alberto, prima e durante la sua mistica esperienza di scrittura che, ora condivide con noi: un poeta che sa individuare con l’ossimoro l’alchimia del sentimento dell’essere.

“Il mio linguaggio è semplice, capibile, perché la poesia non è per gli eletti, serve portarla al suo ruolo iniziale, un linguaggio che non sia prosa, ma che non sia incomprensibile” tuttavia ha un registro alto, la poesia che Alberto scrive “essa è alla base del mio modo di agire per poter spaziare in vari campi della propria esistenza”.

La valle del sorriso
“La felicità non nasce dai grattacieli
ma dal sedersi all’ombra di un tuo albero
dal profumo delle tue tradizioni inalterate
dove i sensi innocenti si accendono
dove s’illumina lo spirito del tempo
dove anche nella malinconia spunta il bucaneve della felicità.”

“La felicità è nella ricerca della pace: il successo e la felicità non è essere al centro del progresso economico, con questa citazione mi riferisco a una poesia che non ho mai pubblicato, “Angoscia Bianca” che parla di una valanga; io sono stato portato ad abbandonare la cultura del progresso, ma ciò mi ha permesso di conoscermi, punto a risvegliare i sentimenti in una società che i sentimenti li ha persi, scambiati per poco: per la crescita economia, il business, lo sfruttamento delle risorse; la natura non è business e questi concetti vanno promulgati perché una volta compromessa, la natura, non ha la possibilità di rigenerarsi”.
Siamo nell’epoca del consumo della Terra, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Ambiente, a causa dell’ipersfruttamento ambientale dall’agosto di quest’anno quello che consumiamo non sarà più rinnovato: “La felicità è sotto un albero, perché io ritengo che nel mio labirinto dell’esistenza personale, ho scoperto che quello che conta nella vita sono le piccole cose, che hanno un significato fondamentale nell’equilibrio interiore. La vita è più forte, è più sicura se si crede in se stessi, e quindi anche gli altri possono recepire la sicurezza dell’essere felice”.

Non toccare il fiore della vita
“Donna dai fluenti aurei capelli sciolti al vento,
dagli occhi verdi smeraldo,
oceani che parlano oltre lo sguardo labbra garbate,
donna del sesto senso.
Donna mamma, moglie, sorella,
compagna segreto della vita e dell’affetto,
in silenzio subisci violenza nella casa prigione,
vivi nell’angoscia,
non hai più carezze sulla pelle,
solo spine di dolore.
Questo non è amore: denuncia il labirinto della violenza,
l’uomo padrone pronto a colpire il tuo esile corpo,
rompi il silenzio;
sacrilegio verso l’umanità farti violenza.”

Tu, che in politica sei Consigliere Comunale per il PATT radicato alle tradizioni, come ti rapporti ai movimenti tipici delle Alpi, movimenti delle Ande, del Tibet, delle comunità montane che hanno questo tipo di visione, diverso da quello delle comunità marine, fai riferimento a qualcuno? “Io sono cosciente che vivo il territorio, sono cosciente che la globalizzazione va valorizzata con la localizzazione, come punto di forza per restare con gli altri, e mi sono reso conto di ciò perché io ho costruito un filone della vita nella montagna; faccio della poesia naturalistica della meraviglia, un filone che in Italia non c’è, anche se è vero che la maggior parte delle persone che vivono queste sensazioni non sono solo trentini, anzi; però io posso vedere questa sensibilità in persone che sono molto lontane dal Trentino, mi leggono e parlano con me, si aprono.”

Per certi versi richiami musicalmente Tiromancino, che è l’unico cantautore in Italia che parla di questa sensibilità intimistica vissuta nella naturalezza, nella quotidiana meraviglia di esistere: “Ho iniziato con qualche esperienza di musicalità abbinata alla poesia. Quello che mi piacerebbe fare è di abbinarmi seriamente alla canzone, dedicarmici, perché il massimo dell’espressione poetica avviene attraverso la musica e la canzone, attraverso altri canali”.

“Vorrei riuscire a migliorare anche questa parte della mia poetica, non so cantare, ma altrimenti lo farei, mi piacerebbe proporre le mie poesie a una donna, interprete e cantante”.

La creatività nasce da forti dolori e aspettative alte e deluse. Ora, quanti libri hai scritto? “Io ho scritto 26 libri, il prossimo libro lo intitolerò “La poesia del Trentino” – spiega Alberto – Io attualmente guardo e cogito”.

Cosa ti da soddisfazione quando incontri i lettori su facebook o per strada? “La soddisfazione più profonda è data dal fatto che noi viviamo anche delle soddisfazioni degli altri, non sono i grandi obiettivi di cambiare il mondo, ma il sapere che puoi trasformare e tirare fuori con le parole le emozioni delle altre persone, anche dove lo stress della vita moderna non permette di ragionare in modo completo; io, se posso contribuire ad alleviare e dare speranza a chi vive solo, o in situazioni di disagio, provo una grande soddisfazione. Sono in una fase che avendo sicurezza in me stesso, posso anche dare del bene, mi sono analizzato, non ho paura della morte e neanche delle novità, per cui sono apposto con me stesso e vivo una situazione in cui la comunicazione con chi mi ascolta e mi legge è anche divertente, interagisco e rispondo ai miei lettori, impiegando in questo modo il mio tempo, e poi la politica che faccio la faccio molto diversamente da come facevo prima.”

Provi amore per quello di cui parli? “Nelle mie poesie io provo amore, ho un amore per la natura, io da lei percepisco determinate cose, intingo nell’inchiostro della natura, e la poesia è già scritta nell’ambiente che ci circonda, con la meraviglia del fanciullino di Pascoli, nel sapersi rapportare al silenzio, ai violini degli uccelli, ai contrabbassi dei cervi e dei camosci, il bramito dei cervi e dei caprioli, ci parlano, gli animali con le loro danze, ad esempio lo svasso in amore, parlano al cuore”.
Si illumina Alberto, quando parla della natura e di come la sente dentro di sé rimbombare silenziosamente in un incessante e continuo dialogo tra il cuore e l’essere, tra le visioni e le sensazioni, il pensiero e la serenità.
Gli chiediamo che cosa ne pensa dei giovani d’oggi: “Già il fatto che noi diciamo al giovane che quello che tocca con mano e le sue certezze possono sfumare, che se ne presenteranno altre, per cui deve avvicinarsi alla voglia di divertirsi, restando sempre in contatto con il suo territorio, esprimendosi in dialogo con il territorio, con le radici, è un buon inizio per dare una linea ai ragazzi. La differenza tra chi nasce in città e chi nasce in campagna è sostanziale, in città non esiste la vita rurale che è fatta di lentezza e di tempi rilassati, io penso in questo senso alla canzone Rock & Lento, penso a Celentano, io 10 anni fa non lo capivo, ma ora la capisco, sono in una fase che sono lento e non sono più rock. La lentezza mi consente di usare la sensibilità in modo diverso.”

Il progresso si è fermato al carbone e al petrolio, abbiamo sviluppato tecnologie su una evoluzione costante, ma in questo momento storico siamo un pò in uno scollamento che pare un ritorno al passato: nelle tue poesie ci sono immagini, fotografie, che tu accompagni a dei versi, proponendo per un certo verso l’ambiente, ma non la montagna intesa come sport o come sfida, la tua non è poesia educativa o formativa, ma evocativa, che fa maturare nel lettore le sensazioni; tu riferisci ciò che vedi, senti o ti riferisci a Dio o alla fede? “Ho sviluppato e pensato parecchio alle certezze, a dubbi che corrodono, dubbi corrosivi, che ti corrodono dentro, sta di fatto che molte volte quando sei a contatto con l’armonia dell’universo e guardi oltre, guardi nelle immagini della natura, vedendo la bellezza e l’organizzazione degli organismi che muoiono e poi ridanno la vita, che si rinnovano, ti rendi conto che c’è un’evoluzione dell’energia; queste energie poi restano, in una forma diversa, ma restano, per cui la mia poesia potrebbe anche riferirsi a un dio, per credere o meno si acquisiscono certezze. La mia fede c’è, penso che esista un dopo, un poi, anche se nella forma del dopo magari non abbiamo l’alienazione a cui siamo abituati con gli angeli e le fantasie, pensieri dell’epoca, di 2 mila anni fa.”

Cosa vuol dire per te consapevolezza? “Per me consapevolezza vuol dire avere contatto con se stessi e con i propri sentimenti e le proprie aspirazioni e le proprie rabbie e aver fatto una sintesi, aver cercato di dargli una maturazione.”

Di Martina Cecco

Bibliografia attuale di Alberto Pattini:
A. Pattini, F. Sitton, 70 km senza fatica – Guida alimentare dello sciatore di fondo, Reverdito ed., Trento, 1985;
A. Pattini, Rinaldo Tamanini, comandante dei civici pompieri di Trento in “Pompiere del Trentino”, Trento, 1996;
A. Pattini, Le Compagnie dei Bersaglieri volontari “Schützen” a Trento e il tiro al bersaglio al ponte di San Lorenzo tra il ‘500 e il ‘900, Temi ed., Trento, 1996;
A. Pattini, I Bersaglieri tirolesi della Valle di Ledro nel 1796-1797, Temi ed., Trento, 1997;
A. Pattini, La guerra di liberazione del popolo delle Valli di Non e di Sole contro Napoleone nel 1796-1797, Temi ed., Trento, 1997;
A. Pattini, La resistenza contro i Francesi nella contea di Arco 1703-1809, Temi ed., Trento, 1998;
A. Pattini, La Famiglia Dall’Armi di Trento – Fondatori dell’Oktober Fest di Monaco, della scuola comunale trentina di morale cattolica e padri della litografia in Italia, Comune di Trento ed., Trento, 1999;
A. Pattini, La compagnia di Trento Giuseppe de Betta, Trento, 1999;
A. Pattini (a cura di), La magia e la poesia del Trentino nella pittura di Eugenio Prati, Catalogo della mostra di E. Staudacher in collaborazione con A. Pattini, Comune di Trento ed., aprile 2002;
A. Pattini (a cura di), La donna nell’arte di Eugenio Prati, Calendario 2003, Cassa Rurale di Trento ed., Trento, dicembre 2002;
A. Pattini (a cura di), Il fascino della natura Bartolomeo Bezzi, Catalogo della mostra, Trento Palazzo Geremia, 5 maggio – 29 giugno, Comune di Trento ed., Trento, aprile 2003;
A. Pattini, Un trentino a Parigi, Romualdo Prati, UCT, n. 339, Trento, marzo 2004, pp. 43-47;
A. Pattini, Giulio Prati: Il paesaggio come sentimento, UCT, n. 344-345, Trento, agosto-settembre 2004, pp. 51-54;
A. Pattini, Eugenio Prati, il poeta del mondo rurale trentino, in “Agritur del Trentino”, n. 1 anno, Trento, aprile 2007, pp. 36-46;
A. Pattini, Eugenio, Giulio e Romualdo Prati – Artisti di Caldonazzo, Comune di Caldonazzo ed, Trento, giugno 2007;
A. Pattini, Eugenio Prati – Poeta della spiritualità – Elenco delle opere, Target’s NewLine ed., Trento, settembre 2007;
A. Pattini, Eugenio Prati – Le emozioni del Trentino, calendario 2008, Cassa Rurale di Tuenno – Val di Non ed., Trento, novembre 2007;
A. Pattini, Il soggiorno di Eugenio Prati ad Ala e la sua produzione artistica, in “I Quattro Vicariati e le zone limitrofe”, anno LI, n. 102, novembre 2007, pp. 11-25;
A. Pattini (a cura di), I novecentoquarantasette soldati di Trento e sobborghi dell’esercito austro ungarico caduti nel 1914-1918, Presidenza del Consiglio Comunale di Trento ed., Trento, luglio 2008;
A. Pattini, Giulia Turco Turcati e Eugenio Prati, Associazione Giulia Turcati e Regione Autonoma Trentino – Alto Adige ed., Trento, febbraio 2009;
G. Belli, A. Pattini, A. Tiddia, Eugenio Prati (1842-1907), Tra Scapigliatura e Simbolismo, Catalogo della mostra, Trento, Mart Palazzo delle Albere 5 dicembre 2009-25 aprile 2010, SilvanaEditoriale spa, Milano, novembre 2009;
A. Pattini, I disegni di Eugenio Prati, dallo sfumato leonardesco alla tecnica divisionista, Trento, Tipolitografia Editrice Temi, aprile 2010;
A. Pattini, M. Martinelli, Edmondo e Giulio Prati, artisti internazionali da Caldonazzo al Sud America, Centro Duplicazione della Provincia Autonoma di Trento, Trento, ottobre 2010;
A. Pattini, D. Larentis, Il Trentino dei sentimenti, versi liberi di Alberto Pattini e riflessioni di Daniela Larentis, Saturnia Editrice, marzo 2014;
A. Pattini e altri, Collana di poeti contemporanei “Sentire”, pag 33-40, Casa Editrice Pagine – Roma, 2014;
A. Pattini, Il cuore delle Alpi-Sulle ali del Trentino, Saturnia editrice, novembre 2014

Storia letteraria: studioso di storia del territorio e dell’arte in particolare è autore di 24 libri e di numerosi articoli giornalistici. Laureato in Farmacia, è ricercatore alacre e divulgatore di biochimica ed alimentazione dello sport pubblicando su numerose riviste internazionali. Instancabile scrittore; nel 2014 si è dedicato ai versi, con 64 poesie nel libro “Il Trentino dei sentimenti”partecipando all’ultima edizione internazionale di Montagnalibri di Trento. (In Poeti e Poesie 2014)
“La poesia del Trentino è la poesia del cuore.” Alberto Pattini

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*