FESTIVAL ECONOMIA 2015: I GIOVANI FRA ARTE, LAVORO E ALTRO

Dopo il saluto del Presidente del Consiglio Provinciale Bruno Dorigatti, anche ai tanti studenti degli Istituti d’Arte del Trentino presenti in Sala Depero, il giornalista Luca Zanin ha stuzzicato con le sue domande i tre protagonisti.
Per prima la grande cineasta Lina Wertmüller che ha evidenziato come “l’arte sia una dea capricciosa e sia fidanzata da sempre con la fortuna”. Per questo la vita, ha spiegato, è piena di sorprese e di occasioni da cogliere. “Non avrei mai pensato di intraprendere il cammino che ha segnato la mia vita a spingermi è stata una mia carissima amica che ha spinto sul palcoscenico”. Per i ragazzi presenti il suo consiglio è stato diretto: “Certo essere giovani oggi è un bel problema ma a pensarci bene non è mai stato facile fare delle scelte anche ai miei tempi. Il mio consiglio è quello di crederci, di buttarsi con entusiasmo nell’inseguire le proprie passioni. Bisogna imparare a giocare e ad essere pronti anche a perdere per crescere attraverso le sconfitte”.

Lo scrittore toscano Vanni Santoni, che ha appena pubblicato “Muro di casse”, storia dei rave party in Italia ma che si è fatto conoscere con il libro “Vite precarie”, spaccato delle generazioni senza lavoro, ha raccontato la sua esperienza partendo da Internet: “Il web oggi ti dà delle opportunità importanti per farti conoscere e per proporti in maniera diretta. Questo vale per la scrittura ma anche per il cinema, la musica e altre forme di espressione artistica”. Santoni ha lanciato un messaggio chiaro: “Bisogna partire da una dimensione piccola e locale nel proporsi per poi provare a puntare più in alto”.

Più scherzoso ed ironico l’approccio di Stefano Belisari in arte Elio, che con le sue Storie Tese ha scritto pagine importanti del surrealrock italiano: “Quando siamo andati a Sanremo nel 1996 con una canzone come “La terra dei cachi” volevamo fare la parodia di una canzone impegnata giocando sui luoghi comuni. Peccato che ci siano cascati tutti e a distanza di vent’anni il pezzo sia considerato ancor oggi una fotografia di un Paese che non cambia”. E questa staticità nel gioco dell’assurdo di Elio può favorire i giovani: “Ascoltando quella canzone i ragazzi capiscono con quali regole stanno giocando, in quali sabbie mobili sono impantanati. In Italia le persone di qualità non vincono quasi mai, e quando lo fanno sono invidiatissime. Ecco così che anche i giovani bravi fanno finta di non esserlo per avere delle possibilità”. Oltre i paradossi il cantante milanese ammette di non aver mai pensato da ragazzino di poter vivere di musica e di essere anche pagato per parlare, “cosa che fra l’altro so fare malissimo” chiosa lui divertito, sottolineando però come sia importante coltivare la propria creatività, crederci sempre e saper cogliere le occasioni che ti da la vita, senza aver paura di rischiare per inseguire i propri sogni.

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