Lettera al Giornale, Claudio Cia sulla Maternità Surrogata

Signor  Direttore,  con la presente le invio la lettera  “Chi è veramente di sinistra non priverebbe mai un bambino del suo diritto a chiamare la mamma“. Chiedo gentilmente possa trovare spazio sul suo giornale.  Grazie e cordialità

Egregio direttore,

in questi giorni i riflettori sono puntati su un avvenimento mostruoso a detta di alcuni, meraviglioso secondo altri: la nascita di Tobia, il figlio di Niki Vendola (moderno proletario di sinistra) e del suo compagno Eddy Testa. La madre, indonesiana con passaporto americano, è come se non esistesse, una figurante senza volto e senza voce, retribuita con 135 mila euro perché acconsentisse a farsi strappare a forza dal suo petto il bambino portato in grembo per nove mesi. Un uomo può vantare di avere il diritto di comprare un bambino e con il denaro cancellare le sue radici. Un padre, una tale mostruosità non può neanche immaginarla.

Abbiamo costruito un modello di civiltà che non si limita a comprare “semplicemente” il piacere che deriva dall’utilizzo del corpo femminile. Ora si affitta pure l’utero, si mercifica la maternità, si rende irrilevante il rapporto tra madre e figlio. Mai nella storia la donna è stata così tanto umiliata e profanata nella sua dimensione più intimità.

Dai libri di storia ho conosciuto una sinistra che stava con gl’ultimi, contro i falsi miti del progresso, una sinistra attenta ai più emarginati, ai più deboli, autrice di battaglie in difesa della dignità della donna. Oggiinvece esprime una classe politica che ostenta  il suo potere economico con l’arroganza e l’egoismo più biechi, non esitando a comprare i bambini come una volta si compravano gli schiavi.

È progressista, è di sinistra, lasciare in balia degli appetiti degli adulti il bambino più debole, quello che più ha bisogno di cure, ed acconsentire a negargli il diritto alle proprie radici? Chi è veramente di sinistra non priverebbe mai un bambino del suo diritto a chiamare la mamma.

Claudio Cia

 

Consigliere provinciale e regionale

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