SPAGNA: I MASS MEDIA AL COLLASSO E IN CRISI

Fare del giornalismo in Italia? Sempre meglio che in altri Stati europei, primo fra tutti quello spagnolo. Eppure da tempo se ne parla dei problemi in merito alla gestione dei mass-media, particolarmente se si tratta di canali pubblici o di informazione e notiziari.

Quello che sta accadendo, ed è purtroppo accaduto in Spagna, ce lo racconta Paco Audije, che è Membro della Federazione Europea dei Giornalisti, oltre che giornalista spagnolo. “Per esercitare lavoro giornalistico in Spagna prima di tutto non c’è il tesserino, non esiste un Ordine, un fatto che rende liberi professionisti a tutti gli effetti, ma non garantisce una tutela sindacale.” Il sogno di un lavoro libero da vincoli, crolla di fronte alla mancanza di diritti.

E poi il problema dei finanziamenti: dopo la chiusura da parte del Governo dello storico Canale 9, sono intercorsi ulteriori cambiamenti fondamentali, primo fra tutti quello dell’abolizione della pubblicità sui canali pubblici. Se il principio per la stampa libera da interessi economici era buono, il risultato è stato disastroso: licenziamenti, lavoro gratuito e una invasione di televendite e di cartomanzia, che sono andati a modificare completamente il palinsesto e il bilancio della TV.

I mass media in Spagna godono di quel favore che si potrebbe definire localistico, la logica delle tante televisioni, radio e giornali che parlano delle cose più vicine al lettore, con l’accentramento e la concentrazione delle notizie nazionali su pochi media.

Dal punto di vista economico la situazione è insostenibile, per i lettori si aggiungono tanti difetti di forma, dalla mancanza di approfondimenti alla poca affidabilità, mentre il miglioramento è del tutto locale: sono aumentate le cronache e le discussioni politiche su temi circoscritti a zone precise di interesse, insieme allo sviluppo delle lingue autoctone, che in Spagna restano uno dei problemi da risolvere nel settore della comunicazione.

Insomma, potremmo parlare di “federalismo giornalistico” a tutti gli effetti, con le sue lacune e i suoi punti forti, fermo restando che in Spagna, il problema principale, è la visione d’insieme della geopolitica, che attualmente è decisamente sacrificata rispetto alla sopravvivenza difficile delle testate e dei media. Da decidere: commerciale o libera? Da questo vincolo la sfida per poter prendere qualche spunto anche in Italia, dove attualmente il problema principale è decisamente all’opposto: poche situazioni democratiche e una gestione “monopartitica” dell’informazione.

Mobbing, licenziamenti, manifestazioni, la Spagna si trova a un bivio: da una parte i blog, infarciti di denunzie e di notizie che restano “bloccate” alla reta web, dall’altra l’informazione che arriva nelle case, sempre più scadente e sacrificata dalla situazione politica.

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