Radio Radicale e l’informazione veramente libera

Sabato 30 gennaio si è tenuta a Roma la grande manifestazione del Family Day in difesa della famiglia tradizionale a cui ha partecipato quella considerevole fetta della società contraria al DdL Cirinnà – che intende ampliare i diritti civili alle comunità omosessuali.

Appena una settimana prima si era svolto lo Sveglia Italia, vedendo riempirsi le maggiori piazze italiane da parte di coloro che invece sostengono con forza il Disegno di Legge a favore di unioni civili e stepchild adoption.

Sostanzialmente questi due eventi di enorme interesse per l’opinione pubblica nazionale hanno messo in luce un’evidente spaccatura nella società italiana: da una parte i conservatori devoti alle tradizioni e ai dogmi religiosi cattolici, dall’altra i progressisti laici spinti verso un ampliamento dei diritti civili individuali. Non c’è dubbio che il motore portante di entrambe le posizioni sia l’ideologia: è in base alla propria visione delle cose che la gente ha scelto di schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra.

Eppure vi è stata una voce fuori dal coro che, com’è sua consuetudine, ha deciso di accantonare i propri ideali per mettersi al servizio di tutta la comunità italiana, riportando l’intera giornata del Family Day e intervistando alcuni dei suoi maggiori esponenti: Radio Radicale, emittente radiofonica collegata ovviamente al vecchio Partito Radicale – ormai più un’associazione socio-culturale che una forza politica a tutti gli effetti.

Famose sono le battaglie dei Radicali italiani, diametralmente opposte a quelle sostenute dai promotori del Family Day: la netta separazione tra Italia e Vaticano per una maggiore laicità di Stato, la legalizzazione delle droghe leggere, le proposte di legge per la liberalizzazione del divorzio e dell’aborto, e via discorrendo. Eppure, nonostante ciò, Radio Radicale non si è fatta problemi a partecipare al Family Day, manifestazione di ideali agli antipodi rispetto a quelli radicali, e a divulgare la voce della Chiesa e della società cattolica.

Non per nulla Radio Radicale è nata nel 1976 come prima emittente radiofonica che spaziasse la politica italiana nel suo complesso con lo scopo principale d’essere il più possibile imparziale e libera, oltre che come diretta concorrente del monopolio della Rai – nonostante per legge non sia obbligata ad attenersi alla famosa par condicio, essendo comunque un organo d’informazione partitico. Ed è anche per ciò che l’archivio di Radio Radicale è considerato di grandissima rilevanza storica, essendo registrate voci provenienti da Destra a Sinistra, una raccolta a tutto tondo della storia politica della Repubblica italiana dalla seconda metà degli Anni ’70 a oggi.

Per Radio Radicale la libertà d’informazione e l’imparzialità vengono prima degli ideali politici a cui fa riferimento, e forse è proprio questa filosofia portata avanti sempre con coerenza e caparbietà che ha fatto dell’organo radiofonico dei Radicali una delle emittenti più ascoltate e seguite a livello nazionale nella storia d’Italia.

Ancora una volta Radio Radicale ha insegnato qualcosa di importante alla società italiana e al mondo dell’informazione. Una lezione che può essere riassunta nella celebre frase scritta dall’autrice britannica Evelyn Beatrice Hall in “Gli amici di Voltaire” del 1906: «Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo».

di Giuseppe Comper

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