Bi-genitorialità, Urzì (AN): “Approvata la mozione di supervisione”

Per la prima volta in Italia l’istituzione del registro della bi-genitorialità presso i comuni avrà una supervisione, nel caso specifico da parte della Provincia di Bolzano. Una garanzia in più affinché si possa giungere nel più breve tempo possibile ad un rete capace di coprire tutta il territorio. Solo qualche giorno fa il Consiglio della Provincia di Bolzano ha approvato una mozione presentata dall’Alto Adige nel cuore che, riconoscendo la centralità della figura del minore nelle azioni che le istituzioni pubbliche devono assolvere, propone il ruolo diretto della Provincia nel verificare assieme alle amministrazioni comunali come rendere il registro della bi-genitorialità il più possibile operativo ed aderente alle necessità dei figli, cui la legge conferisce titolo a continuare a relazionarsi stabilmente con entrambi i genitori.

Oggi sono stati il consigliere provinciale Alessandro Urzì  ed il Presidente del Centro antiviolenza per la bi-genitorialità di Rovereto Roberto Buffi ad  illustrare durante una conferenza stampa (trasmessa in diretta ed ancora disponibile sulla pagina Facebook dell’Alto Adige nel cuore)  le prospettive che si aprono in seguito all’approvazione a larga maggioranza della mozione. Erano presenti Cristina Cappello  e Carmelo Caccamo che hanno sostenuto l’iniziativa a Merano, dove il registro istituito dalla Giunta municipale qualche mese fa risulta peraltro ancora non operativo. Anche Bolzano  e più recentemente Laives e Bressanone hanno approvato la sua istituzione.

Uno strumento unico che potrà essere radicato in tutti i Comuni altoatesini, organizzato sulla base di uno standard omogeneo dalla Provincia sulla base delle esperienze maturate sul territorio, e che dovrà divenire uno  strumento efficace per la tutela del minore. La normativa vigente sancisce che anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori e l’istituzione della bi-genitorialità permette l’iscrizione del minore, da parte di uno od entrambi i genitori, affinché le amministrazioni coinvolte   provvedano all’inoltro  di tutte le comunicazioni inerenti al minore ad entrambi i genitori e non solo a quello presso il quale il minore risulta residente.

Entrambi i genitori hanno diritto di essere informati sul proprio figlio, sulle attività che svolge, sia in ambito scolastico, in un futuro si auspica anche sanitario o ricreativo, sempre nell’interesse superiore del minore che vede riconosciuto il proprio diritto a continuare ad avere un rapporto diretto con entrambi i genitori, non solo quello presso il quale risulta collocato stabilmente.

Per raggiungere la massima efficacia  del registro – ha spiegato Alessandro Urzì – sono necessarie però due condizioni fondamentali: la messa in rete di tutti i comuni altoatesini, in modo che i genitori residenti in comuni diversi possano continuare ad ottenere le informazioni relative ai figli e la contestuale messa in rete di tutte le istituzioni, non solo il comune e la scuola,  garantendo che i genitori possano aver notizia anche delle attività svolte dai minori nel tempo libero o nello sport.

E’ quanto scrive in serata al giornale la segreteria del Consigliere Alessandro Urzì.