Caso Orlandi-Gregori. La sorella di Mirella Gregori: "Basta con depistaggi. Sento che mia sorella è ancora viva"

La storia della scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori è una triste vicenda (insoluta) di cronaca nera che nel corso degli ultimi decenni ha ciclicamente catalizzato l’attenzione mediatica attraverso i suoi sviluppi.
Maria Antonietta Gregori, sorella di Mirella, è intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus all’interno del programma radiofonico “La Storia Oscura”, commentando i risultati delle analisi effettuate sulle osse umane ritrovate in una depandance della Nunziatura Apostolica a Roma. Gli esami hanno evidenziato che le ossa sarebbero riconducibili ad un uomo e sarebbero ben più antiche del 1964.
Maria Antonietta Gregori durante l’intervista ha dichiarato: “La notizia del ritrovamento delle ossa la appresi da alcuni giornalisti che mi scrissero dei messaggi sul cellulare. Purtroppo le notizie che potrebbero riguardare mia sorella le apprendiamo sempre da altre persone e mai dagli inquirenti. Mi ha stupito molto anche il fatto dell’immediato abbinamento di quei resti con Mirella ed Emanuela Orlandi. Mi sono chiesta, perché? Chi ha detto questo? Come hanno fatto a tirare fuori i nomi di Mirella ed Emanuela? Per quale motivo? Comunque, noi aspettiamo sempre l’esito definitivo delle analisi sulle ossa visto che lo stesso professor Arcudi consulente del Vaticano continua a usare il condizionale in merito ai primi accertamenti. Solo l’esame del dna può darci delle certezze. E comunque noi faremo effettuare altre analisi in parallelo dalla nostra genetista Marina Baldi.”
Proseguendo nel suo intervento la sorella di Mirella Gregori ha rincarato. “Vogliamo che le cose siano fatte bene, alla luce del sole, senza altri depistaggi o insabbiamenti. Come famiglie coinvolte abbiamo bisogno di pace dopo 35 anni, non è possibile andare avanti così. Io in tutti questi anni ho sempre pensato e sperato che mia sorella fosse ancora viva, non so dove si trovi ma dentro di me sento che è viva; però, se quelle ossa dovessero essere di Mirella, allora dopo tanta sofferenza metteremmo la parola fine a questa terribile storia che dura da 35 anni e soprattutto finalmente si aprirebbe un’indagine per arrivare alla verità.”
Infine concludendo l’intervento Maria Antonietta Gregori ha voluto commentare il recente operato del Vaticano e della Procura nei confronti di questo triste caso insoluto aggiungendo: “La cosa che mi fa ben sperare è l’apertura nuova del Vaticano e della Procura nei confronti del caso della scomparsa di mia sorella e di quella di Emanuela Orlandi. Visto che in passato indagini vere e proprie sulla scomparsa di Mirella non sono mai state fatte, a causa, lo ripeto, di depistaggi, insabbiamenti e false piste. Speriamo si possa arrivare presto alla verità”.