FRATELLI D’ITALIA E AN CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

Alleanza Nazionale, Fratelli d’Italia ha presentato una Mozione in Parlamento contro gli sprechi alimentari, riportiamo di seguito alcuni passi del documento, di interesse collettivo a fronte della emergenza economica per le famiglie sotto la soglia della povertà.

La mozione inizia così: “Quando infatti parliamo di povertà e di indigenza, le statistiche si soffermano sui numeri della povertà in senso lato quasi fossero gli unici in grado di indicare il livello di bisogno degli esseri umani. In realtà ci sono altri dati che purtroppo raramente vengono indicati e comunque difficilmente vanno sulla grande stampa. E sono quelli che indicano quanta gente anche in Italia ancora oggi soffra la fame. Persone che non hanno il pane quotidiano, né un piatto di minestra per trarre sostentamento per sé e per i propri figli. In Italia sono oltre 4 milioni le persone che vivono sotto la soglia di povertà alimentare. Secondo una ricerca svolta dalla Fondazione per la sussidiarietà insieme alle università Cattolica e Bicocca di Milano, già prima della crisi economica nel 2009, erano 1 milione mezzo le famiglie, ovvero il 4,4% di quelle residenti in Italia, in condizioni di povertà alimentare spendendo per cibo e bevande un cifra inferiore a 222,29 euro.”

Prosegue l’intervento su un passo critico particolarmente importante per gli italiani, in cui si parla di cultura sociale e di educazione per la cooperazione con il prossimo: “L’Italia da questo punto di vista è più fortunata degli altri Stati perché il principio di cooperazione sociale, intrinsecamente legato al ruolo del Cattolicesimo e delle Chiesa nel XIX secolo, aveva preconizzato molto prima questa strada. Ma a tutt’oggi ha il ‘limite’del volontarismo. Ci sono enti caritativi, come la Caritas, che svolgono al meglio il loro ‘lavoro’, ci sono tante strutture religiose e laiche che s’impegnano. E ci sono organizzazioni che da circa un decennio lavorano per recuperare i cibi che poi vengono distribuiti presso gli enti e associazioni caritative. Organizzazioni come il ‘Banco Alimentare’ o come ‘Last Minute Market’ che si fanno carico, grazie a volontari, di raccogliere gli avanzi ‘nobili’ delle mense, dei ristoranti, dei supermercati per distribuirle a queste strutture. Queste organizzazioni rappresentano la concretizzazione della sussidiarietà, quel principio sacrosanto ma mai tanto abusato ma tuttavia incomprensibile alla maggioranza degli italiani e delle stesse istituzioni che dovrebbero favorirla.”

Segue una denuncia precisa basata su dati statistici che analizza, caso per caso, gli interventi che si potrebbero attuare in Italia per il recupero delle derrate alimentari prodotte o semilavorate in eccesso, per la soluzione fiscale che incentivi al recupero dell’esubero: “Sarebbe opportuno immaginare uno strumento anche fiscale che consenta alle aziende che lavorano nel settore dell’alimentazione e della ristorazione di donare i cibi e le derrate alimentari prevedendo misure di premiali; e dall’altra intervenire affinché la raccolta di cibo non sia più basata sul volontarismo di operatori lungimiranti ma sia favorita e stimolata dalle istituzioni.”

Chiude l’intervento: “Noi di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale c’impegniamo a fare la nostra parte mettendo a disposizione la rete dei nostri militanti e strutture associative.”

Cit. DOCUMENTO Camera dei Deputati “Il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, ha previsto l’istituzione presso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura del «Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti» per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione mediante organizzazioni caritatevoli di derrate alimentari alle persone indigenti nel territorio della Repubblica Italiana, cui gli operatori della filiera agroalimentare possono destinare derrate alimentari, a titolo di erogazioni liberali, secondo modalità stabilite dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura;con la legge di stabilità 2014 il Fondo è stato rifinanziato, per il solo 2014, con dieci milioni di euro, una somma che appare a dir poco esigua a fronte delle esigenze registrate sul territorio nazionale. Firmato da G. MELONI, RAMPELLI, CIRIELLI, CORSARO, LA RUSSA, MAIETTA, NASTRI, TAGLIALATELA, TOTARO”

 

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