ITALIA, RIDESTATI!

I Francesi sono famosi per il loro orgoglio nazionale; per comprenderne il motivo occorre ripercorrere alcuni secoli di storia. La Francia è uno dei paesi europei che ha raggiunto prima l’unità, pertanto i Francesi si possono chiamare tali da molto più tempo rispetto all’Italia per esempio, che ha raggiunto l’Unità solo un secolo e mezzo fa.

Il periodo antecedente al Risorgimento è stato caratterizzato da una penisola frammentata e soprattutto molto visitata da popoli come: Fenici, Greci, Cartaginesi, Spagnoli, Arabi (senza contare le popolazioni che nacquero nella penisola come Veneti, Sabini, Piceni, Latini, Sardi, Siculi, Etruschi, Romani); oppure da stati che prosperarono nella penisola come lo Stato Pontificio, la Serenissima e le altre Repubbliche Marinare, il Regno dei Savoia, dei Borbone, degli Asburgo, ecc.

Per la sua posizione favorevole inoltre la maggior parte degli stati che occupavano la penisola italica puntavano ad averne il controllo totale, generando guerre, che causavano variazioni frequenti della situazione politica, obbligando gli abitanti a far parte prima di questo stato, poi dell’altro.

Insomma, la penisola italica è sempre stata un territorio dinamico: basti pensare che è stata politicamente unita solo durante la dominazione dell’Impero Romano e dal 1861 in poi (anche se l’Unità effettiva avvenne solo dopo la Prima Guerra Mondiale, con l’annessione dei Territori Irredenti).

Solo dal XX secolo gli Italiani iniziarono a tessere una tela tra loro, prima perchè coinvolti nella Grande Guerra, poi perchè influenzati dal regime fascista e dalla Seconda Guerra Mondiale. Questi tre principali avvenimenti che scossero non poco l’Italia  furono un ottimo collante per gli Italiani.

Dunque perchè non regalarci un po’ di orgoglio nazionale come i Francesi? Seppure giovane, anche noi siamo un popolo a tutti gli effetti. È vero che i numerosi secoli di pluralismo comunale hanno creato tra gli Italiani divergenze che ancora oggi rimangono, ma quale nazione non ne ha? Anzi, questo fenomeno ci ha regalato una cultura che il mondo intero ci invidia.

Per molti siamo persone ottuse e facilmente ingannabili da politici immortali. Facciamo sentire dunque la nostra voce, seguiamo il consiglio di Goffredo Mameli: indossiamo ancora l’Elmo di Scipio e torniamo a combattere, e scacciamo i pregiudizi e i vizi di un’Italia che merita di ridestarsi e splendere ancora.

Luca Dalle Mese

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